sabato, settembre 05, 2009
Le dimissioni del nostro CEO
Aveva iniziato il suo mandato con un valore delle azioni oscillante dai 25 ai 30 dollari, ma nell’ultimo anno il prezzo di mercato è quasi sempre stato sotto i 20 dollari (con un picco intorno ai 14,50 ad Ottobre 2008).
A seguito dell’annuncio l’azione CA ha perso oltre il 7% del suo valore. Il mercato evidentemente aveva apprezzato il suo operato che, se da una parte aveva rinnovato l'unità di vendita per migliorare i contratti di monitoraggio e reporting finanziario, dall’altro ha tagliato più di 3.000 posti di lavoro (anche la realtà italiana è stata pesantemente impattata da questa operazione!) e spostato alcuni uffici verso paesi con salari più bassi per ridurre i costi operativi.
Se valutassimo la sua performance con il valore dell’azione dovremmo dire che i suoi risultati sono negativi. Eppure se rapportiamo i 14 milioni di buonuscita ai 3000 posti di lavoro persi.... potremmo dire che ogni posto tagliato è stato valutato ben 4.666 dollari per il nostro A.D. (e quindi che l’Italia, con almeno 100 colleghi espulsi, contribuisce alla sua liquidazione per oltre 466.000 dollari!).
sabato, dicembre 01, 2007
Il 30 Novembre si è scioperato
La giornata scelta è stata ancor più significativa se si pensa che si è svolta in occasione della prima udienza in tribunale contro il licenziamento di un collega che è anche un delegato sindacale.
martedì, novembre 27, 2007
COMUNICATO ASSEMBLEA DEL 23 NOVEMBRE 2007
GIUDICA UN ERRORE
la scelta aziendale di non rendere trasparenti le difficoltà aziendali, anche perché tutte le comunicazioni ufficiali parlano di aumenti del fatturato e degli utili
la scelta di non coinvolgere il sindacato nella gestione dei processi di ristrutturazione unilateralmente adottati
ESPRIME
preoccupazione per l’entità della riorganizzazione in atto, rilevando altresì che non è ancora chiaro se, a seguito della decisione presa dall’International di cedere parti significative delle strutture legate al Threat Management, ci saranno anche in Italia ulteriori ripercussioni ad esempio sul personale del Supporto
CONFERMA
l’auspicio per una veloce conclusione delle vertenze avviate per il reintegro sul proprio posto di lavoro dei colleghi licenziati a Marzo
LO SCIOPERO DI 4 ORE, LA MATTINA DI VENERDI’ 30 NOVEMBRE, IN CONCOMITANZA CON LA PRIMA UDIENZA DELLE CAUSE DI REINTEGRO
sabato, novembre 10, 2007
Nuova tornata: riorganizzare i CA-TS
LA DIREZIONE COMUNICA LA NECESSITÀ DI RIORGANIZZARE I CA-TS
La direzione ha comunicato alla RSA Aziendale un problema di riposizionamento della struttura CA-TS, evidenziando la necessità di intervenire su un 10/15% del suo personale. In questo caso specifico (a differenza di Marzo e Settembre) l’azienda può gestire fino al 31 Marzo 2008 la ricerca di una soluzione concorsuale e di accompagnamento ad una diversa collocazione delle persone impattate dalla ristrutturazione.
Si ricordano le prossime scadenze di NOVEMBRE:
- venerdì 16 Novembre è stato proclamato uno sciopero nazionale di 8 ore per il rinnovo del contratto.
- lo sciopero aziendale di 4 ore in occasione della prima udienza (che si terrà il 30 Novembre) per le cause di reintegro intentate dai colleghi licenziati a Marzo. Ad oggi, tra Marzo e Settembre, sono ancora aperte 6 situazioni di contenzioso.
Appena possibile si comunicheranno eventuali iniziative specifiche legate alla suddetta riorganizzazione.
domenica, ottobre 21, 2007
Presidio contro i licenziamenti in Computer Associates
Dopo i licenziamenti individuali di marzo 2007 in Computer Associates, la direzione aziendale notifica ulteriori 8 licenziamenti a Roma e Milano. La scelta di CA di effettuare i licenziamenti individuali, sottraendosi al confronto sindacale, è contestata ancora una volta dai lavoratori che hanno organizzato nella giornata di ieri, 15 ottobre 2007, manifestazioni davanti alle sedi di Milano e Roma.
Qui il comunicato dell’assemblea e la foto del presidio di Milano.
Milano 16/10/2007
Nicola Cappelletti
Filcams-CGIL Milano
venerdì, ottobre 05, 2007
COMUNICATO ASSEMBLEA DEL 05 OTTOBRE 2007
LE RSA AZIENDALI
giovedì, ottobre 04, 2007
Succede in CA..... Un'altro contributo
Se ne desume che a tutti stanno bene le "azioni" messe in essere dalla direzione aziendale (licenziamenti, mancato pagamento di indennita' varie, computo fazioso del Tfr, mancato/parziale pagamento delle commissioni,....).
Attenzione che la tecnica dello struzzo (fino a che vengono colpiti altri a me non interessa; purtroppo anche qualcuno dei recenti licenziati la pensava allo stesso modo) vi sta portando ad un punto critico.
Se la direzione riesce a completare il progetto (chiaramente visibile) di delegittimazione delle rappresentanze dei lavoratori, poi sono dolori per tutti. Vi state accorgendo del livello di arroganza che stanno esprimendo con questi atti ? Ogni azione e' volta a ribadire il concetto che CA opera in un paese fregandosene delle normative locali (il codice civile viene sistematicamente violato), tanto poi una forma per far sparire il fatto viene trovata (dalla mobilita' ai licenziamenti individuali; dal licenziamento individuale alla dimissione incentivata, ....).
A me piacerebbe che, visto il clima di "terrore" instaurato, vi fosse una piu' decisa e ferma presa di posizione della Filcams Cgil (visto che le altro organizzazioni sono svanite nel nulla) e venissero intraprese azioni legali a fronte della registrata violazione della legge.
Che si cominci a usare la posta elettronica aziendale per raggiungere tutti i lavoratori (visto che una recente sentenza la equipara ad una bacheca sindacale virtuale).
Si faccia una verifica sul metodo di computo del Tfr (dov'e' il computo di tutto cio' che ha carattere di continuita') e si intraprenda un'azione legale affinche' venga ricalcolato (e pagato) a tutti quelli che sono stati liquidati.
Si faccia una verifica su come viene gestito il flusso di denaro legato agli ordini/contratti acquisiti direttamente e tramite i distributori.
Si verifichi il meccanismo di pagamento delle royalties
E' chiaro che alcune di queste azioni potrebbero essere fatte direttamente dai lavoratori, pero' bisogna capacitarsi che tale fatto viene visto come una "dichiarazione di guerra" che comporta l'iscrizione nel famoso "libro nero" (nessuno e' in grado di procurarsene una copia ?) e di conseguenza perche' il sindacato non da dimostrazione del proprio ruolo (a tutela degli interesse dei rappresentati, cioe' dei lavoratori) attivando le proprie strutture (legali e amministrative) affinche' vengano intraprese le azioni legali opportune ?
In un mio scenario (o sogno) futuro (a breve), la direzione prima di attivare qualsiasi progetto di riorganizzazione deve necessariamente condividerlo con le rappresentanze dei lavoratori che devono valutarne l'impatto e operare di conseguenza.
Attenzione che questo processo (che io qui chiamo sogno), viene normalmente intrapreso nelle aziende in cui esiste rispetto dei reciproci ruoli (direzione e maestranze).
Partecipate all'assemblea di venerdi, guardate che e' importante dare un messaggio che dimostri che si e' interessati e preccupati rispetto a quanto sta succedendo da un anno e mezzo a questa parte !
Basta subire intimidazione da parte di soggetti dal profilo professionale e umano veramente infimo (anche qui gradirei una non censura in quanto non ho indicato nominativi anche se sono noti a tutti).
[scritto da Anonimo]
venerdì, settembre 14, 2007
Può una R.S.A. matura diventare una R.S.U. di successo?
Queste semplici parole, date in pasto per gioco a Google, hanno dato come secondo “best match” la pagina Alta Direzione srl - RINGIOVANIRE L'IMPRESA MATURA, e ci hanno stimolato una traduzione “sindacalese” dei suoi primi paragrafi; potrebbero essere riscritti così
RINGIOVANIRE L’R.S.A. MATURA
La percezione di sentirsi imprigionati da accordi asimmetrici in un confronto concertativo e diseguale con il mondo delle imprese, la difficoltà ad ottenere partecipazioni elevate alle iniziative sindacali, la scarsa contrattazione sindacale prodotta nella realtà lavorativa, sono caratteristiche tipiche delle R.S.A. cosiddette “mature”.
Ma la domanda è: “Può una R.S.A. matura diventare una R.S.U. di successo?”
Fuori di metafora; lavoriamo in una CA che negli ultimi due anni ha mostrato tutti i limiti e la parzialità del management nell’affrontare una crisi di mercato che è stata essenzialmente una crisi finanziaria piuttosto che una crisi “industriale”. Oggi la presenza di una R.S.A. ridotta ai minimi termini ci pone nella condizione di essere ad un punto di svolta: innovare o perire.
Le R.S.A. sono formate da lavoratori nominati direttamente dai Sindacati di zona e non hanno pertanto una legittimazione diretta di coloro che rappresentano.
Le R.S.U. sono elette direttamente dai lavoratori, tramite un processo rigoroso e trasparente, che migliora non solo il sentimento di appartenenza ed il livello di condivisione dei contenuti, ma necessariamente permette di rapportarsi alla direzione aziendale con un’autorevolezza ben superiore. Ma giustamente si tratta di un processo rigoroso che presuppone un alto livello di partecipazione dei lavoratori (deve votare almeno il 50% + 1 dei dipendenti), la presenza di liste di candidati (si potrebbero eleggere circa 6 rappresentanti a Milano e 4 a Roma), un Comitato Elettorale, uno dei Garanti ecc. ecc.
Non abbiamo soluzioni precostituite, ed ovviamente non è per nulla scontato che l’unica innovazione necessaria sia il passaggio dalle R.S.A. alle R.S.U.; quello che è certo è che l’immobilismo e la non partecipazione alla vita sindacale aziendale ci potrà solamente danneggiare.
La discussione è aperta: adesso tocca a voi.
sabato, giugno 30, 2007
Buyback; siamo fermi alla fine degli anni 90?
CA. The Islandia, N.Y.-based company said Wednesday that it had bought back 16.9 million shares, or 3% of outstanding stock, at a cost of $435 million. The stock was up 48 cents, or 1.9%, to $26.16 in midday trading on heavy volume of 18 million shares.
The transaction was funded with existing cash. The plan, which is now complete, allowed for the accelerated repurchase of up to $500 million of stock. CEO John Swainson announced the repurchase in May.
Ma vuole forse dire che siamo ancora fermi alle politiche finanziarie della fine degli anni 90?
A noi pare proprio di si; è impressionante la similitudine delle azioni messe in campo dal management CA con quanto scritto nel saggio di
Michela Pellicelli
Value based management. Approccio manageriale al tramonto?
dove, alla pagina 11 si leggono queste parole:
"Gradualmente si è fatto strada nel management un nuovo modo di ragionare. Essendo pagati con stock options da un lato e per effetto del forte aumento di Wall Street dell'altro, molti managers avevano trovato il metodo per accumulare grosse fortune personali. Bastava spingere i prezzi delle azioni verso l'alto (8) . Tutto ciò incuranti della perdita di competitività nel lungo periodo. Se poi non bastavano i tagli si ricorreva all'indebitamento per acquistare proprie azioni (Buy back).
La corsa alla massimizzazione del valore per gli azionisti ha danneggiato gli altri stakeholder in vari modi:
- licenziamenti di collaboratori fedeli che avevano legato la propria carriera alle fortune dell'impresa;
- imprese di fornitori sono state messe in ginocchio da ripetute richieste di riduzione dei prezzi, di maggiori prestazioni o di servizi aggiuntivi;
- politiche aggressive dei prezzi, per aumentare i ricavi e catturare il massimo possibile dai redditi dei clienti, hanno ridotto i margini di utile;
- sfruttamento di incentivi offerti dagli Stati "ospitanti", senza però contribuire alla diffusione dell'innovazione;
- uso degli ammortizzatori sociali finanziati con le entrate dei contribuenti (cassa integrazione in Italia) per gestire i licenziamenti o i trasferimenti da un'area geografica all'altra.
...
(8) "Alla fine degli anni '90, il movimento del shareholder value era diventato una farsa. Ben presto ovunque i managers prendevano decisioni soltanto sulla base di un possibile aumento delle quotazioni". "Se per raggiungere questo risultato occorreva tagliare i costi di R&D e imporre drastiche riduzioni di prezzo ai fornitori non si esitava a farlo" (Kennedy A., 2000)."
mercoledì, giugno 06, 2007
Succede in CA……..
Succede che questa azienda, che certamente sarà in buona compagnia, attua del mobbing silente verso alcuni impiegati che hanno la sola colpa di essersi opposti al ricatto del vecchio management che, per onore di cronaca, è uscito da questa azienda portando nel proprio bagaglio professionale illeciti finanziari e pessima gestione del personale.
Questa è la mia storia: dopo 17 anni di onorato servizio in questa azienda, passati per buona parte nel settore tecnico e per sei anni nella struttura commerciale, dove i successi mi hanno portato alla partecipazione di tre Compass Club, sono oggetto, insieme alle persone del gruppo di cui faccio parte, di una richiesta di auto rinuncia al 25% delle commissioni spettanti a fronte della formalizzazione di un contratto di una certa rilevanza. Il management di allora, che aveva sempre predicato di volere dei commerciali ricchi con la villa in Costa Smeralda, dice: “visto che guadagnate e guadagnerete tanti soldi, rinunciare a parte dei vostri lauti guadagni non sarà per voi una catastrofe. Comunque, se non volete, nessuno vi obbliga”. Quella che è stata presentata come una libera scelta si è poi dimostrato un boomerang.
Succede che da allora tante sono le difficoltà in cui io e le persone del mio gruppo ci troviamo (mobbing appunto), per aver negato alla direzione di allora, la tangente richiesta.

Succede che le persone del gruppo vengono cacciate (il dirigente) mentre le altre vengono via via messe in condizione di lasciare l’azienda, anche grazie agli incentivi all’uscita proposti dall’azienda dopo la mancata procedura di mobilità che tutti ricordiamo.
Non appena capita l’occasione di una nuova ristrutturazione (FY 2007), mi vengono assegnati di prospect e pochi clienti che fatturano circa 15.000 € l’anno, al posto di quelli che ho sempre seguito da quando sono passato nella struttura commerciale e che rappresentavano, almeno finchè sono rimasti assegnati al mio gruppo, un 10% di tutto il fatturato di CA Italia.
Non mi perdo d’animo e seppure con una quota di budget assegnata a dir poco proibitiva in rapporto alla zona, cerco di andare alla scoperta dei nuovi prospect, facendo violenza alla mia psiche. Lavoro su questa zona in totale autonomia, mancando e i sales delle altre BU ed il relativo Account Manager. Conosco tante nuove persone, alcune cordiali e contente di conoscere per la prima volta CA; altre indifferenti al punto che si fanno negare anche per un primo appuntamento; altre ancora che dichiarano di non voler più niente a che fare con CA.
Finito il lavoro di inventario sulla zona a me assegnata e accertato che, nonostante numerosi interessi riscontrati tra i prospect verso la tecnologia CA, tale zona avrebbe prodotto per l’intero anno fiscale uno 0 assoluto di fatturato, data la mancanza di fondi da destinare a nuovi investimenti.
Succede quindi che nel mese di ottobre 2006 mi permetto di scrivere tale situazione al mio capo, al capo del mio capo ed al responsabile dell’ufficio personale. Tale notifica era, oltre che una dichiarazione basata su dati di fatto, anche una richiesta di aiuto all’azienda per impiegare il tempo rimanente alla fine dell’anno fiscale in modo più proficuo anziché spendere solo soldi in tempo perso, carburante, note spese etc.
Succede che nessuno dei destinatari si degna di rispondermi nonostante i solleciti verbali; tale è la delusione che tutta la mia forza di volontà si sgretola miseramente ed inevitabilmente cado in depressione. Sono costretto ad intensificare le visite e le cure mediche; mi assento dal lavoro per malattia; resto lontano dall’ufficio per cinque lunghi mesi, durante i quali, fatte solo rarissime eccezioni, vengo dimenticato non solo dal management ma anche dalla quasi totalità dei colleghi.
Succede che nel mese di maggio scorso, senza nessun tipo di preavviso, mentre ero alla scadenza dell’ennesimo certificato di malattia (accertata da ben due ASL romane), mi viene recapitata una raccomandata dell’azienda dove dopo venti anni ed un mese di servizio, CA mi da il benservito, licenziandomi.
Certo che la mia storia sia stata poco pubblicizzata o raccontata male, prego le RSA di pubblicare integralmente la mia versione dei fatti, nella speranza che restino un caso più unico che raro.
Lascio con amarezza e delusione CA, ma ringrazio Computer Associates, la società che ho scelto venti anni fa e che tanti come me hanno contribuito a fare grande.
sabato, maggio 19, 2007
FERIE
Alcuni colleghi hanno chiesto delucidazioni in merito alle modalità con cui l'azienda sta gestendo la questione ferie.
Ufficiosamente si parla di probabile chiusura aziendale (2 settimane ad Agosto + 1 settimana ad inizio Gennaio 2008); fino a questo momento NON c'è stata nessuna comunicazione ufficiale a tale riguardo.
Guardiamo allora la normativa relativa alle ferie:
- DLGS 66 del 2003; il lavoratore ha diritto ad un periodo annuale minimo di 4 settimane di ferie; il diritto alla fruizione di almeno due settimane di ferie nell'anno di maturazione (le due settimane devono essere consecutive, a richiesta del lavoratore); la possibilità di fruire del restante periodo di due settimane di ferie nei 18 mesi successivi al termine dell'anno di maturazione; la salvaguardia di quanto previsto in materia dall’art.2109 del codice civile e dalla contrattazione collettiva; uno specifico sistema di sanzioni amministrative (articolo 18bis, comma 3, D.Lgs.66/2003, introdotto dall'art. 1, comma 1, lett. f, del D.Lgs.213/2004) in caso di violazione dei predetti vincoli (sono puniti sia la violazione del diritto alla fruizione delle due settimane nell'anno di maturazione, sia il mancato rispetto del periodo massimo di 18 mesi successivi al medesimo anno di maturazione - la sanzione varia da 130 a 780 euro, per ogni lavoratore e per ciascun periodo cui si riferisca la violazione); il divieto di monetizzazione delle 4 settimane di ferie garantite, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro.
- Art. 142 CCNL; Compatibilmente con le esigenze dell’azienda, e tenuto conto di quelle dei lavoratori, è in facoltà del datore di lavoro stabilire il periodo delle ferie dal maggio all’ottobre, eccettuate le aziende fornitrici di apparecchiature frigorifere e di birra, ….. Ferme restando le eccezioni sopra indicate, in deroga a quanto sopra, la determinazione dei turni feriali potrà avvenire anche in periodi diversi dell’anno in accordo tra le parti e mediante programmazione. …….
Premesso che riteniamo giusto che le ferie vengano fatte e non monetizzate, il nostro parere è che:
- le ferie maturate devono essere esaurite entro i 18 mesi successivi all’anno di maturazione
- l’azienda può legittimamente annunciare una chiusura nel mese di Agosto ma senza accordo tra le parti non può farlo per Gennaio 2008
- ad oggi non c’è nessuna comunicazione di chiusura aziendale per cui i singoli lavoratori sono liberi di programmare le loro ferie con le modalità in uso negli scorsi anni
I.V.C.; vogliamo la ... vacanza
sabato, maggio 12, 2007
Non è tempo di ... vacanza

Prima di tutto c’è un elemento di metodo: “Bon ton” vorrebbe che a fronte di una richiesta di chiarimento delle RSA perlomeno ci si degnasse di emettere un comunicato aziendale per spiegare le ragioni ed i criteri adottati per il riassorbimento dell’I.V.C. dai superminimi individuali. Ma tant’è, questa dirigenza abbiamo ….
I lavoratori CA, invece, si sono accorti della malefatta solo leggendo il cedolino e, visti i pasticci fatti da CA in questi mesi, a qualche ingenuo è legittimamente sorto il dubbio che l’assenza dell’aumento non fosse una malefatta contro i lavoratori, ma uno dei tanti sbagli degli ultimi mesi (la vicenda “rata auto” insegna)…
Ed invece gli ingenui si devono ricredere. Ma dato che proprio tutti ingenui non siamo, in un contesto nel quale non si è ancora chiusa la vicenda dei 10 colleghi licenziati in tronco (licenziamenti che continuiamo a ritenere in violazione delle norme dello Statuto dei lavoratori), è evidente che questa fastidiosa vicenda dell’assorbimento dell’I.V.C. non può certo finire con una mail.
Come RSA riteniamo che
A) il CCNL non consente l’assorbimento, totale o parziale, degli aumenti retributivi previsti, salvo che il datore di lavoro abbia previsto espressamente l’assorbibilità del superminimo attribuito a titolo di anticipazione di incrementi retributivi, anche futuri, derivanti da leggi, CCNL ed accordi integrativi aziendali, con facoltà di procedere ad assorbimento fino a concorrenza. Questo vale tanto più per l’I.V.C. che costituisce un sistema automatico di indennizzo e opera in una condizione di carenza contrattuale espressamente prevista (e normata) dal precedente accordo del luglio 1993
B) l’I.V.C. non può essere assorbita tutte le volte che il superminimo è attribuito a titolo di merito, ad personam, ovvero per motivi legati alla persona del lavoratore, quale compenso speciale per la prestazione lavorativa svolta
C) in entrambi i casi, del problema se assorbire o meno, si parlerà al momento del rinnovo del CCNL, non ora!
Per questo motivo faremo sapere a breve quali passi saranno intrapresi per avere un parere “terzo” rispetto ai preconcetti aziendali.
mercoledì, maggio 09, 2007
martedì, maggio 08, 2007
venerdì, maggio 04, 2007
RICHIESTA SPIEGAZIONI IN MERITO AL CEDOLINO PAGA DI APRILE 2007
Basiglio, 04 Maggio 2007
OGGETTO: RICHIESTA SPIEGAZIONI IN MERITO AL CEDOLINO PAGA DI APRILE 2007
La presente per chiedere formalmente spiegazioni in merito alla assenza della voce retributiva “Indennità di vacanza contrattuale” nel cedolino paga di Aprile 2007.
In attesa di un sollecito riscontro cogliamo l’occasione per porgere cordiali saluti.
