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domenica, ottobre 21, 2007

20 Ottobre - Manifestazione della sinistra su welfare e precariato


dal sito di Repubblica
Esultano gli organizzatori della manifestazione contro il welfare e il precariato
Un milione in piazza per i diritti

dal sito del Corriere della Sera
La sinistra in piazza. Giordano: «Il premier vada avanti».
Sfilano bandiere della Cgil e lady Bertinotti
Corteo sul welfare: «Prodi ci ascolti»




mercoledì, ottobre 10, 2007

ESITO CONSULTAZIONE ACCORDI DEL 23 LUGLIO 2007


Questi i risultati della consultazione sindacale sugli accordi del 23 Luglio 2007 in CA.


La RSA-FILCAMS ha deciso di rimettere il mandato all’assemblea degli iscritti FILCAMS ed al Funzionario di zona per permettere una verifica sia dei risultati che delle prospettive sindacali.

venerdì, settembre 28, 2007

Presentazione accordo del 23 Luglio (pensioni e welfare)

Venerdì 05 Ottobre
dalle ore 15,30 alle 17.00


è convocata l’assemblea generale dei lavoratori CA (sala mensa a Milano, videoconferenza a Roma) con il seguente ordine del giorno:



  • Illustrazione accordo Governo – Parti Sociali del 23 Luglio

  • Organizzazione del voto sull’accordo
    (per la sede di MILANO lunedì 8 Ottobre?)

  • Varie

Sarà presente un funzionario sindacale di CGIL, CISL e UIL.
Tutti i lavoratori sono invitati a partecipare.


Le RSA aziendali

mercoledì, settembre 05, 2007

Protocollo welfare sulla pelle dei giovani

Il 23 luglio del 2007 il governo ha definito un protocollo d’intesa, poi sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil, che peggiora ancora quello sulle pensioni dei giorni precedenti:

Pensioni
Si porta l’età pensionabile a 62 anni, con 35 di contributi o a 61 con 36, a partire dal 2013. Chi ha 40 anni di contributi continuerà a uscire con le “finestre” e anche chi ha la pensione di vecchiaia dovrà aspettare le “finestre”. Così la pensione di vecchiaia delle donne, sale oltre i 60 anni e quella degli uomini oltre i 65.
L’esenzione dei lavori usuranti si rivela una beffa: 5.000 lavoratori all’anno saranno inizialmente esentati dallo scalone, ma poi dovranno andare in pensione con almeno 58 anni d’età e 36 di contributi.
Si peggiora la riforma Dini sui coefficienti, che saranno tagliati a partire dal 2010 del 6-8%. Da allora ogni tre anni saranno rivisti automaticamente al ribasso, con una scala mobile al rovescio. La commissione tra le parti potrà solo, entro il 2008, decidere le esenzioni. Il limite del 60% per le pensioni più basse dei precari è solo un’ipotesi di studio.
A partire dal 2011, se non saranno fatti risparmi a sufficienza con la ristrutturazione degli enti previdenziali, aumenteranno i contributi sulla busta paga dei dipendenti e per i parasubordinati.

La PRECARIETA' sul sito di Biani
Mercato del lavoro e competitività
Vengono scandalosamente ridotti i contributi pensionistici per le ore di straordinario. Così si danneggia l’occupazione e anche il bilancio dell’Inps, mentre non ci sono i soldi per cancellare lo scalone.
Viene confermata la Legge 30 e in particolare il lavoro interinale a tempo indeterminato (staff leasing). I contratti a termine potranno durare anche oltre 36 mesi, senza alcun limite, con procedure conciliative fatte presso gli uffici del lavoro con l’assistenza dei sindacati.
Viene detassato il salario variabile aziendale sul quale le aziende pagheranno meno contributi previdenziali, anche se i lavoratori non si vedranno decurtata la loro contribuzione.

Pensioni basse e ammortizzatori sociali
Vengono aumentate le pensioni più basse e l’indennità di disoccupazione, utilizzando i soldi del “tesoretto”, cioè le tasse in più pagate in primo luogo dai lavoratori, che ammontano a oltre 10 miliardi di euro. Di questi solo un miliardo e mezzo tornano ai pensionati e ai disoccupati.

Conclusioni
Questo accordo dà qualche risultato immediato a una parte dei pensionati e dei disoccupati ... peggiorando il futuro per la gran parte del mondo del lavoro. Viene confermata la precarietà del lavoro, che non garantisce il futuro pensionistico dei giovani.


L’accordo deve cambiare perché insiste nelle politiche del passato ai danni dei giovani e dei lavoratori e, in alcuni casi, persino le peggiora.

giovedì, luglio 26, 2007

PERCHE’ RESPINGERE L’ACCORDO SULLE PENSIONI – 3 parte

LA RIFORMA A COSTO ZERO, AUMENTANO I CONTRIBUTI: il Governo calcola in 10 miliardi di euro dal 2008 al 2017, i costi della revisione dello scalone e del fondo per i lavori usuranti. Questi costi, ammesso che siano reali, sono integralmente pagati dai lavoratori con: l’aumento delle aliquote contributive per i parasubordinati e con la cosiddetta revisione degli enti previdenziali che è GARANTITA DALL’AUMENTO DI QUASI 1 PUNTO (0,09%) DEI CONTRIBUTI SULLA BUSTA PAGA. Questo aumento si aggiunge a quello precedente di 3 punti (0,3%), che non è servito minimamente a pagare il miglioramento delle pensioni ma invece ha fatto cassa per il bilancio dello Stato. I lavoratori parasubordinati continuano a vedersi aumentati i contributi senza avere reali contropartite né nella busta paga né nei diritti. La legge 30 continua a restare in vigore.


Con questo accordo passa il principio iniquo per cui se un lavoratore vuole conservare qualche diritto, un altro lo deve perdere, perche’ per il governo ogni intervento sulle pensioni e lo stato sociale DEVE ESSERE A COSTO ZERO, cioe’ pagato dalle lavoratrici e dai lavoratori.


Perchè respingere l'accordo, vedi anche
la prima parte
la seconda parte

PERCHE’ RESPINGERE L’ACCORDO SULLE PENSIONI – 2 parte

FINTA GARANZIA DI ESENZIONE PER I LAVORI USURANTI: il Governo stabilisce un elenco di lavori usuranti che allarga i precedenti decreti. Ma prima di tutto i soldi sono contingentati e devono garantire l’uscita dal lavoro di SOLO 5000 persone all’anno, per cui vi saranno le graduatorie tra gli aventi diritto. In secondo luogo gli aventi diritto avranno un’esenzione di 3 anni rispetto al progressivo aumento dell’età pensionabile per cui dal 1 gennaio 2011 dovranno avere almeno 57 anni di età e 36 di contributi e dal 2013 58 anni di età e 36 di contributi: anche a quei pochi lavoratori e lavoratrici cui verra’ riconosciuta l’esenzione dagli scalini in concreto viene alzata l’età pensionabile.

FINTO ANNULLAMENTO DEL TAGLIO DEI COEFFICIENTI DI CALCOLO DELLE PENSIONI FUTURE: viene istituita una commissione che entro il 31 dicembre 2008 dovrà proporre modifiche al regime pensionistico contributivo. Ma dal 1 gennaio 2010 scatta comunque la nuova tabella sui coefficienti che prevede un taglio del 6-8% delle pensioni. La commissione decide come distribuire tra i lavoratori questi tagli, ma non se farli. Dal 2013 scatta la revisione automatica dei coefficienti che avverrà ogni 3 anni (anziché ogni 10), con decreto del Governo: E’ UNA SCALA MOBILE AL ROVESCIO SULLE PENSIONI. Infine la promessa, e non l’impegno, di garantire il 60% della retribuzione per chi fa lavori precari e discontinui, significa in concreto garantire pensioni di 400 o 500 euro mensili ai precari. Poco più dell’attuale pensione sociale minima.

Perchè respingere l'accordo, vedi anche
la prima parte
la terza parte

mercoledì, luglio 25, 2007

PERCHE’ RESPINGERE L’ACCORDO SULLE PENSIONI – 1 parte

FINTA ABOLIZIONE DELLO SCALONE: l’accordo accetta totalmente l’innalzamento dell’età pensionabile previsto dalla legge Maroni. Nel 2013 si potrà andare in pensione solo con 61 anni di età e 36 di contributi, oppure con 62 anni di età e 35 di contributi. Questo peggiora la legge Maroni che prevedeva l’arrivo a 62 anni nel 2014, ma non automaticamente. Nel 2008 si andrà in pensione con 58 anni di età e 35 di contributi, da luglio 2009 con 59 anni di età e 36 di contributi, da gennaio 2011 con 60 anni di età e 36 di contributi. Nella sostanza il lieve miglioramento rispetto allo scalone Maroni per chi è più vicino alla pensione oggi e’ pagato da chi andrà in pensione domani. Dal 2013 l’eta’ effettiva minima del pensionamento e’ 61-62 anni: cioè oltre l’attuale pensione di vecchiaia delle donne che sarà probabilmente messa in discussione.

FINTA ABOLIZIONE DELLE FINESTRE PER CHI MATURA 40 ANNI DI CONTRIBUTI: chi matura 40 anni di contributi potrà andare in pensione con 4 finestre, anziché con le 2 previste dalla riforma Maroni, ma a pagare saranno coloro che andranno con la pensione di vecchiaia. Chi va in pensione di vecchiaia (le donne per ora a 60 anni e gli uomini per ora a 65) d’ora in poi dovrà aspettare le finestre e si vedrà così aumentata di fatto l’età pensionabile. L’inserimento delle finestre nella pensione di vecchiaia servirà anche a pagare la salvaguardia della pensione per 5000 lavoratori posti in mobilità: ancora una volta le lavoratrici ed i lavoratori più poveri pagano la tutela dei diritti di altri lavoratori e lavoratrici.

Con questo accordo sono accettati i tagli alla spesa sociale, alle pensioni e ai diritti decisi dal governo Berlusconi.

Perchè respingere l'accordo, vedi anche
la seconda parte
la terza parte

venerdì, luglio 20, 2007

RESPINGIAMO L’ACCORDO SULLE PENSIONI

Sulla modifica dello scalone, per quelle che sono le anticipazioni di stampa, il nostro giudizio è fortemente negativo. Si tende solo a diluire gli effetti della Maroni e questo non serve ai lavoratori!
Ora va fatta una consultazione vera, un referendum dei lavoratori.
Mobilitiamoci in queste settimane per cambiare il segno dello scalone che continua ad essere profondamente iniquo.
LA VICENDA PER NOI RESTA APERTA


Era il 2004

Il Governo Berlusconi-Lega decideva l’innalzamento dell’età per accedere alla pensione a 60 anni con 35 anni di contributi.

Di colpo tutti i lavoratori dipendenti lavorano da 3 a 4 anni di più, se hanno 40 anni di contributi devono attendere ancora da 6 a 18 mesi per la pensione. I coefficienti di calcolo per le pensioni di chi è a sistema contributivo (tutti i giovani di oggi) si applicano automaticamente senza una seria revisione relativa ai cambiamenti avvenuti.

• La tabella che accompagna la legge 243/2004 “sullo scalone”, redatta dal Governo Berlusconi e consegnata al Fondo Monetario e in Europa è la seguente:


Tra i risparmi fino al 2030 e le spese maggiori fino al 2050 il saldo positivo per lo Stato è di 13 miliardi di euro in 42 anni.



Siamo nel 2007

Cosa è accaduto sui conti della previdenza dal 2004 ad oggi?

• Dal 2007, sono aumentati i contributi per i lavoratori dipendenti dello 0,3%. Questo cambiamento vale 1 miliardo all’anno ed è strutturale, quindi agisce per sempre.

• Dal 2007 sono aumentati i contributi per i lavoratori parasubordinati del 4%. Questo cambiamento vale 1,2 miliardi di euro all’anno ed è anche esso strutturale.

• Dal 2007, grazie alla lotta al lavoro nero, l’INPS ha un attivo superiore di 2 miliardi all’anno rispetto al previsto. Anche questo dato è strutturale.

• Dal 2007 l’unificazione degli ispettori, delle sedi, dell’avvocatura, dell’informatica degli Enti previdenziali, comporta un risparmio di 800 milioni di euro all’anno. Ancora, si tratta di una modifica strutturale.



Con questi conti si dimostra che, togliendo dalla previdenza le spese per “l’assistenza” (che in tutti i Paesi europei sono a carico della fiscalità generale), in Italia il rapporto spesa per le pensioni/PIL è esattamente nella media europea (dati EUROSTAT).