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domenica, settembre 07, 2008

Interrompete la trattativa sul modello contrattuale!

Giorgio Cremaschi: “La trattativa Cgil Cisl Uil con Confindustria è dentro un perimetro che può solo produrre un accordo a perdere per i lavoratori. Chiediamo alla Cgil di interromperla”.

La nuova sessione di trattativa tra confederazioni sindacali e Confindustria, ha confermato tutti i rischi pesanti che possono venire per le buste paghe e per la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori, da un accordo che sia nel perimetro attuale del negoziato.
Infatti il confronto continua a ruotare attorno a una programmazione dell’inflazione che è ampiamente al di sotto di quella ufficiale Istat, a sua volta inferiore all’aumento dei beni di prima necessità.
Con un governo che ha fissato l’inflazione programmata all’1,7%, di fronte a un’inflazione Istat superiore al 4%, la Confindustria fa chiaramente capire di essere disposta a concordare cifre attorno al 2%, così invece che tutelare il potere d’acquisto si programma della riduzione dei salari nei contratti nazionali. Se a questo si aggiunge che si vogliono imporre nuovi vincoli che leghino il salario alla produttività, quando la condizione di lavoro nell’industria è tra le più pesanti d’Europa, si comprende bene come il negoziato in corso sia impostato in modo per cui un eventuale accordo è solo a perdere per i lavoratori. E’ incomprensibile allora la disponibilità a trattare su queste basi che emerge da alcune dichiarazioni sindacali.

A questo punto chiederemo, nel Direttivo della Cgil del 9 settembre, di interrompere un negoziato che rischia di produrre solo danni sulle buste paghe e sui diritti dei lavoratori e di portare finalmente nelle assemblee nei luoghi di lavoro tutta la gravità delle posizioni degli industriali.

domenica, agosto 31, 2008

Inflazione e rinnovo del CCNL

Giugno: vendite al dettaglio -3,4% su base tendenziale
Il risultato annuo è il peggiore da aprile 2005, quando l'indicatore segno -3,9%.

La crisi economica non allenta la presa e i consumatori sono costretti a ridurre le spese. La conferma arriva dal crollo delle vendite al dettaglio a giugno. Il dato, comunica l'Istat, ha registrato un calo del 3,4% su base tendenziale e dello 0,5% su base mensile. Il risultato annuo è il peggiore da aprile 2005, quando l'indicatore segno -3,9%. La variazione tendenziale negativa deriva da una riduzione del 2,3% delle vendite di prodotti alimentari e da un calo del 4,1% dei prodotti non alimentari. Il dato congiunturale è invece la sintesi della diminuzione dello 0,2% nel comparto alimentare e dello 0,7% in quello non alimentare.

Perchè Governo ed Imprenditori non mettono in relazione questo calo dei consumi con l'andamento dell'inflazione reale e quello dei salari?


Anche sul fronte sindacale non si sta meglio; a Luglio è stato firmato un accordo separato per il rinnovo del CCNL del Commercio che prevede aumenti salariali ai limiti della sussistenza, capace solo di progettare l'ulteriore impoverimento dei lavoratori del comparto.

Ma perchè i lavoratori dipendenti lo prendono sempre in quel posto?

sabato, luglio 05, 2008

ROBIN HOOD TAX. Dalle parole ai fatti

Secondo il ministro Tremonti
«La Robin Hood tax è bellissima»
«Toglie ai petrolieri per dare a chi ha bisogno di cibo».

E dalle parole si passa ai fatti.


Se è vero che il problema principale della crisi economica italiana sono i salari insufficenti, se Epifani ci ricorda che nei prossimi tre anni subiremo un'inflazione che sfiorerà il 10%, il governo, con una inflazione programmata all' 1,7% - circa un terzo dell'inflazione reale -, infierisce su lavoratori dipendenti e pensionati che nei prossimi tre anni perderanno un ulteriore 6% del loro potere d'acquisto.


Ecco il solito gioco delle tre carte; si nasconde agli italiani la triste realtà dell'impoverimento programmato ai danni di lavoratori e pensionati alzando il polverone mediatico della "Robin Hood tax"... ed i lavoratori del Commercio aspettano il patetico rinnovo del CCNL.