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domenica, gennaio 25, 2009

La complicità tra Confindustria, Governo, Cisl e Uil



Firmato l’accordo separato sulla riforma del sistema contrattuale. La gravità dell’attacco ai diritti richiede lo sciopero generale.
Come prima risposta la Rete28Aprile opera affinché allo sciopero del 13 febbraio delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici e pubblici, con manifestazione nazionale a Roma, partecipino altre categorie e altri luoghi di lavoro. E’ necessaria una lotta lunga e duratura, perché la rottura è di una gravità senza precedenti e mette in discussione i principi fondamentali dell’iniziativa sindacale e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
L’accordo della complicità apre la via alla distruzione del contratto nazionale e alla totale flessibilità del salario; minaccia ancora di più la salute dei lavoratori con il vincolo della produttiva del salario; estende la precarietà e l’incertezza dei diritti.
Si apre così una fase nuova nella quale bisognerà rovesciare l’accordo categoria per categoria, luogo di lavoro per luogo di lavoro. Vogliono eliminare il conflitto sociale; invece dovranno raccoglierne una quantità tale da sconfiggere il loro disegno di far pagare integralmente la crisi al mondo del lavoro.

martedì, gennaio 29, 2008

La catastrofe dei salari

Considerando l'aumento del costo della vita il reddito delle famiglie con capofamiglia lavoratore dipendente è praticamente immutato dal 2000 (al 2006):
  • le famiglie che non arrivano alla quarta settimana del mese non se n'erano accorte
  • il 6,3% dei lavoratori dipendenti, che è classificato «povero», non se n'era accorto
  • i lavoratori atipici, il cui reddito dal 2000 al 2006 è addirittura diminuito, non se n'erano accorti
  • il 73% di giovani "bamboccioni", che vive con i genitori perchè non riesce a trovare casa e lavoro, non se n'era accorto


Ci vuole uno studio di Bankitalia sui bilanci delle famiglie, e la voglia di stupire l'opinione pubblica per lo spazio di una edizione giornalistica, perchè in Italia si possa dire che esiste una questione salariale molto seria.

Secondo alcuni ora la situazione è più chiara: "Bisogna chiamare le cause con il loro nome - spiega Giorgio Cremaschi, leader della 'Rete 28 aprile' - sono l'introduzione dell'euro e la concertazione salariale, definita dall'accordo del 23 luglio 1993. ... Per far crescere i salari il sindacato deve abbandonare la concertazione e le politiche moderate e tornare a fare davvero il suo mestiere, a partire da una forte offensiva sui salari".

Chissà se Confcommercio, che da oltre un anno nega il rinnovo del contratto a 2 milioni di lavoratori di commercio, terziario e servizi (la spregiudicata richiesta sindacale è di 78 euro di aumento mensile per 14 mensilità), se nè accorta anche lei...