sabato, marzo 31, 2007

Mercoledì 4 Aprile assemblea generale

Mercoledì 04 Aprile, dalle ore 15,30 alle 17.30, è convocata l’assemblea generale dei lavoratori CA (sala mensa a Milano, videoconferenza a Roma) con il seguente ordine del giorno:
  • Verifica situazione sui licenziamenti individuali
  • Definizione azioni da intraprendere
Sono stati invitati i funzionari sindacali di CGIL, CISL e UIL.
Tutti i lavoratori sono invitati a partecipare.

Le RSA aziendali






Comunicato Stampa




Licenziamenti individuali in Computer Associates: oggi sciopero nazionale

Senza alcun preavviso nel pomeriggio del 28 marzo 2007 la direzione di Computer Associates(280 dipendenti, settore del software per la gestione delle risorse informatiche per le imprese, con sedi a Milano Basiglio e Roma) ha notificato a 10 lavoratori, fra cui un delegato sindacale Filcams-CGIL,il licenziamento individuale “in tronco”.
Immediata la protesta dei lavoratori e del sindacato che hanno proclamato per oggi uno sciopero nazionale del gruppo con manifestazioni davanti alle sedi di Roma e Milano,oltre al blocco degli straordinari.
Nei prossimi giorni si svilupperanno ulteriori iniziative sindacali.
I licenziamenti sono stati formalmente contestati ed impugnati.
L’assemblea dei lavoratori è convocata per il 4 aprile.

Nicola Cappelletti
Filcams-CGIL di Milano
30 Marzo 2007

giovedì, marzo 29, 2007

VENERDÌ 30 MARZO sciopero generale DALLE 09.00 ALLE 11.00

Sono cambiati i vertici nazionali di CA e CA Holding … e sono peggiorante le relazioni sindacali tra Azienda e lavoratori.

Senza il preventivo coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e dei singoli lavoratori interessati ai provvedimenti, con l’oggettivo atteggiamento di chi costantemente è abituato a calpestare la dignità dei lavoratori, sono state inviate 10 lettere di licenziamento individuale (6 a Milano e 4 a Roma) “per giustificato motivo oggettivo”.

Il numero di provvedimenti adottati dall’azienda, le giustificazioni presenti nelle stesse, ci danno validi argomenti per procedere alle cause legali, cause che il sindacato è impegnato a sostenere e coordinare legalmente. Si proclama lo stato di agitazione a tempo indeterminato con:

  • VENERDÌ 30 MARZO UN PRIMO SCIOPERO DI DUE ORE, DALLE 09.00 ALLE 11.00 (concentramento agli ingressi di Milano e Roma per discutere della situazione e decidere sulle prossime iniziative di lotta)
  • SOSPENSIONE DI TUTTE LE PRESTAZIONI STRAORDINARIE

Le RSA aziendali

mercoledì, gennaio 24, 2007

Assemblea sindacale a Roma

Giovedì 01 Febbraio, dalle ore 14,30 alle ore 16.30 presso la sala Conference al primo piano di Roma, è convocata l’assemblea dei lavoratori di Roma con il seguente ordine del giorno:

  • Nuova normativa del TFR e Fondi Pensione
  • varie

Sarà presente un rappresentante sindacale della CGIL.
Tutti i lavoratori sono invitati a partecipare.

domenica, gennaio 21, 2007

SEMINARIO NAZIONALE PER LA DIFESA DELLA PENSIONE PUBBLICA E DEL TFR

Il sistema previdenziale italiano deve rispondere a quanto stabilito dall'articolo 38 della Costituzione Repubblicana che garantisce ai lavoratori mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia e disoccupazione involontaria.

Questo non può essere assicurato attraverso le forme incerte, aleatorie e rischiose del sistema di finanziamento a capitalizzazione proprio della cosiddetta previdenza complementare privata.

Garantire il soddisfacimento dei bisogni dei pensionati del futuro è cosa che riguarda il lavoro e niente affatto le disponibilità di denaro.

Ridurre la spesa previdenziale non è una necessità oggettiva, ma è un diktat imposto dalle politiche economiche neoliberiste, che in questi anni hanno trasferito gran parte del reddito dal lavoro alla speculazione finanziaria.

Firenze, sabato 3 febbraio 2007
dalle 10.00 alle 18.00


presso il Saloncino del Dopolavoro Ferroviario Via Alamanni 4
(Per chi arriva in treno: uscita lato binario 1 e poi a destra lungo la ferrovia. Ingresso dal bar del dopolavoro)
C'è anche la mensa in cui si può mangiare a prezzi buoni.

Intervengono:

  • Giovanni Mazzetti, professore di economia politica (Università della Calabria)
  • Severo Lutrario, ATTAC Italia
  • Giorgio Cremaschi, Segreteria nazionale FIOM


COMITATO NAZIONALE PER LA DIFESA DELLA PENSIONE PUBBLICA E DEL TFR

sabato, gennaio 20, 2007

Mobilitazione contro l’aumento dei ticket sanitari


COMUNICATO STAMPA
Continua la mobilitazione contro l’aumento dei ticket sanitari
La Regione Lombardia insiste a farci pagare i ticket più alti d’Italia

Ieri a Roma in un incontro tra il Ministero della Salute e tutte le Regioni italiane il Ministro della salute On. Livia Turco ha chiarito che il ticket di 10 Euro sulle ricette della specialistica e della diagnostica, introdotto dalla legge Finanzia 2007, potrà non essere applicato da quelle Regioni che hanno i conti in ordine. La non obbligatorietà del ticket sarà inserita in un decreto ministeriale che chiarirà definitivamente la questione.

Non si capiscono le polemiche dell’Assessore alla sanità della Lombardia Diott. Alessandro Cé che si leggono oggi sulla stampa.
Dato che la Giunta Formigoni aveva dichiarato di essere stata costretta dal Governo a introdurre il ticket di 10 Euro, ora ha l’occasione di toglierlo alleggerendo, almeno in parte, i cittadini lombardi che pagano i ticket più alti d’Italia. Infatti i cittadini continueranno a pagare i ticket sanitari introdotti dalla Regione nel 2002 su : farmaci, specialistica, diagnostica, pronto soccorso più l’aumento di 7 Euro introdotto, sempre dalla Regione a partire dal 1 gennaio 2007.

Inoltre proprio la Regione che chiede in continuazione l’applicazione di un Federlismo più spinto, oggi che il Governo la lascia libera di decidere come meglio crede, non trova nulla di meglio che polemizzare in modo incomprensibile, invece di decidere e agire a favore dei suoi residenti. Intanto continua la protesta e la mobilitazione organizzata dal sindacato Cgil Cisl Uil di Milano contro il caro ticket.

Ecco il calendario di iniziative unitarie per la prossima settimana

Presidi con volantinaggio e raccolta di firme sulla “petizione popolare”
Mattino dalle 9.30 alle 13

Lunedì 22 gennaio Poliambulatorio Pubblico di Via Andrea Doria Milano
Martedi 23 gennaio Ospedale di Sesto San Giovanni - Via Matteotti - Sesto San Giovanni
Mercoledì 24 gennaio Ospedale di Cernusco Sul Naviglio
Venerdì 25 gennaio Ospedale San Raffaele di Segrate (Milano)
Sabato 26 gennaio Ospedale Fatebenefratelli C.so di Porta Nuova Milano

Invitiamo i cittadini a fermarsi ai banchetti e a firmare la nostra petizione per fare pressione nei confronti della Regione Lombardia affinchè riduca i ticket sanitari.

Per la Segreteria
Camera del Lavoro Metropolitana di Milano
Fulvia Colombini
Milano, 18 gennaio 2007

martedì, gennaio 02, 2007

ADESIONE PREVIDENZA COMPLEMENTARE: SILENZIO – ASSENSO

Dal 1° gennaio 2007 ed entro il 30 giugno 2007 (ovvero entro 6 mesi dalla data di assunzione se successiva al 1° gennaio 2007) tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori dipendenti del settore privato saranno chiamati a decidere se aderire o no allaprevidenza complementare.

Lavoraratrici/lavoratori di prima occupazione(1) successiva alla data del 28 Aprile 1993

Lavoraratrici/lavoratori già occupati alla data del 28 Aprile 1993 e ISCRITTI ad una forma di previdenza complementare

Lavoraratrici/lavoratori già occupati alla data del 28 Aprile 1993 e NON ISCRITTI ad una forma di previdenza complementare

* In caso di ripensamento si può aderire successivamente alla previdenza complementare
** L’accordo deve prevedere il trasferimento del TFR ad una forma pensionistica ad adesione collettiva

CONTRIBUZIONE
Se si aderisce esplicitamente (modalità esplicita) ad una forma pensionistica prevista dagli accordi o contratti collettivi, versando un contributo a proprio carico si ha diritto ad un contributo a carico del datore di lavoro.
ATTENZIONE: se si sceglie, invece, una forma pensionistica diversa da quella prevista dagli accordi o contratti collettivi non si ha diritto al contributo del datore di lavoro.

NOTE
(1) Che cosa si intende con lavoratrice/lavoratore di prima occupazione successiva alla data del 28 aprile 1993?
Ci si riferisce alla lavoratrice e al lavoratore che nel periodo precedente al 28 aprile 1993 non ha contributi versati (almeno una settimana) nella previdenza pubblica obbligatoria (ad esempio l’Inps). Lavoratrice e lavoratore che non ha ancora aderito ad un fondo pensione negoziale. Chi ha già aderito ad un fondo pensione negoziale non deve decidere poiché versa già l’intero TFR.
(2) Che cosa è il Trattamento di Fine Rapporto (liquidazione) maturando?
È il TFR che la lavoratrice e il lavoratore accumuleranno dal momento in cui si sceglie (futuro).
Che cosa è il Trattamento di Fine Rapporto (liquidazione) maturato?
È il TFR che la lavoratrice e il lavoratore hanno già accumulato presso il datore di lavoro fino alla data in cui si effettua la scelta (pregresso) e che rimarrà a loro disposizione in azienda.
(3) Che cosa è il fondo residuale Inps?
È un fondo gestito come le forme pensionistiche complementari (a capitalizzazione). È definito residuale poiché il TFR maturando confluisce in tale Fondo solo nel caso in cui la lavoratrice e il lavoratore non abbiano espresso alcuna volontà (modalità tacita) e in mancanza di una forma pensionistica ad adesione collettiva.
(4) Che cosa è il Fondo della Tesoreria dello Stato gestito dall’INPS?
È un fondo istituito a partire dal 1° gennaio 2007. Il TFR maturando non destinato alla previdenza complementare - delle lavoratrici e dei lavoratori alle dipendenze
di datori di lavoro con almeno 50 addetti - confluisce in tale Fondo la cui finalità è quella di reperire risorse per finanziare investimenti di pubblica utilità.
Che cosa cambia rispetto alla titolarità del TFR maturando per la lavoratrice e il lavoratore nel caso in cui confluisca nel Fondo della Tesoreria dello Stato gestito dall’INPS?
Non cambia nulla. Rivalutazione, anticipazioni e liquidazione al termine del rapporto di lavoro continueranno ad essere erogati secondo le attuali disposizioni normative e contrattuali.

venerdì, dicembre 29, 2006

Riforma della previdenza complementare

Abbiamo già avuto modo di rilevare che “un eccesso di zelo” nel gestire le problematiche relative alla Legge Finanziaria 2007 in merito alla tassazione delle auto aziendali si è recentemente trasformato in una beffa a solo ed esclusivo danno dei lavoratori CA.

Assistiamo ora ad una nota informativa della Direzione HR relativa alla riforma della previdenza complementare emessa ad una settimana dall’approvazione definitiva della suddetta Legge Finanziaria. Ci complimentiamo per l’efficienza e la sollecitudine della Direzione HR … ma permetteteci di incrociare le dita sugli effetti concreti di un tale zelo (pur condivisibile in senso lato) nel voler comunicare tempestivamente le novità normative.

Bisogna riflettere sul fatto che la fretta di emettere il comunicato ha già generato

  • un errore materiale
  • un’ informazione per i dipendenti di CA S.P.A. che allo stato attuale sembra distorta e crea aspettative che potrebbero non essere veritiere
  • un’affermazione apparentemente incompleta, anche questa da approfondire con la dovuta attenzione
  • l’assenza di altre informazioni che possono dare un quadro di riferimento più completo a chi si accinge a fare la sua scelta

A cosa ci riferiamo?

UN ERRORE MATERIALE


(NON SUPERIORE deve essere letto invece come NON INFERIORE)


UN’ INFORMAZIONE PER I DIPENDENTI DI CA S.P.A. CHE ALLO STATO ATTUALE SEMBRA DISTORTA

Ci risulta infatti che la Finanziaria, in merito al «Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile» (questo è il nome del fondo INPS istituito con il comma 755), al comma 756 recita:
“La liquidazione del trattamento di fine rapporto e delle relative anticipazioni al lavoratore viene effettuata, sulla base di un’unica domanda, presentata dal lavoratore al proprio datore di lavoro, secondo le modalità stabilite con il decreto di cui al comma 757 …” e successivamente, al comma 757 dice “Le modalità di attuazione delle disposizioni dei commi 755 e 756 sono stabilite con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge.


UN’AFFERMAZIONE APPARENTEMENTE INCOMPLETA, ANCHE QUESTA DA APPROFONDIRE CON LA DOVUTA ATTENZIONE

E’ chiaro a tutti quando è possibile ottenere la restituzione? La restituzione è integrale o parziale? Quali sono le aliquote fiscali? Come si colloca la suddetta affermazione con la previsione di legge secondo cui (art. 11, comma 7, lettera d, secondo paragrafo della legge 252/2000): “Le somme percepite a titolo di anticipazione non possono mai eccedere, complessivamente, il 75 per cento del totale dei versamenti, comprese le quote del TFR, maggiorati delle plusvalenze tempo per tempo realizzate, effettuati alle forme pensionistiche complementari a decorrere dal primo momento di iscrizione alle predette forme.“? Quando posso avanzare una richiesta di liquidazione o riscatto?


L’ASSENZA DI ALTRE INFORMAZIONI CHE POSSONO DARE UN QUADRO DI RIFERIMENTO PIÙ COMPLETO A CHI SI ACCINGE A FARE LA SUA SCELTA
Sappiamo che la Finanziaria, al comma 758, tra l’altro dice: “Entro il 30 settembre di ogni anno, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, presenta al Parlamento una relazione contenente i dati relativi alla costituzione e ai rendimenti delle forme pensionistiche complementari …
Nella prima relazione il Ministro riferisce altresì sulle condizioni tecnico-finanziarie necessarie per la costituzione di una eventuale apposita gestione INPS, alimentata con il TFR, dei trattamenti aggiuntivi a quelli della pensione obbligatoria definendo un apposito Fondo di riserva.”?
Quali sono le possibili implicazioni di questa previsione?
Sappiamo che a proposito del “silenzio assenso” la legge 252/2000, art. 8, comma 7, lettera b dice: “1) il datore di lavoro trasferisce il TFR maturando dei dipendenti alla forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o contratti collettivi, anche territoriali, salvo sia intervenuto un diverso accordo aziendale che preveda la destinazione del TFR a una forma collettiva tra quelle previste all'articolo 1, comma 2, lettera e), n. 2), della legge 23 agosto 2004, n. 243; tale accordo deve essere notificato dal datore di lavoro al lavoratore, in modo diretto e personale; 2) in caso di presenza di più forme pensionistiche di cui al n. 1), il TFR maturando e' trasferito, salvo diverso accordo aziendale, a quella alla quale abbia aderito il maggior numero di lavoratori dell'azienda; 3) qualora non siano applicabili le disposizioni di cui ai numeri 1) e 2), il datore di lavoro trasferisce il TFR maturando alla forma pensionistica complementare istituita presso l'INPS”?
Questo non vuole dire che i dipendenti CA potrebbero contrattare con l’Azienda che, nel caso di silenzio assenso, anziché trasferire il TFR al fondo previsto dal CCNL lo si trasferisca al fondo XYZ? E’ una notizia che ci interessa? E’ buona o cosa oppure no?

Quante e quali altre informazioni ci mancano?

Per farla breve ribadiamo che ogni lavoratore deve poter valutare coscientemente tutte le possibili alternative prima di poter fare la sua scelta personale. L’unica indicazione precisa che ci sentiamo di dare è quella di utilizzare proficuamente il tempo che ci è concesso per decidere, senza farci cogliere da un’ingiustificata fretta.

venerdì, dicembre 15, 2006

GIORNATA INTERNAZIONALE DEL MIGRANTE

Per un governo vero dell’immigrazione,
per una nuova legge ispirata all’accoglienza,
per i diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie

Lavoratori & Cittadini
Oggi in Italia un cittadino su 15 è di origine straniera, un lavoratore su 8 è nato in un altro Paese. Moltissimi di questi nuovi cittadini lavorano e pagano le tasse, ma non sempre godono degli stessi diritti e delle stesse opportunità dei loro colleghi italiani. Molti ancora sono presenti irregolarmente e costretti al lavoro nero anche per una legge ancora in vigore, la Bossi - Fini, che nei fatti alimenta l’economia sommersa e nega i diritti della persona.
Oggi ci sono le condizioni perché questa legge venga cambiata e per riconoscere appieno la dignità milioni di nuovi cittadini di cui l’Italia ha un grande bisogno.
• Per la ratifica della Convenzione dell’ONU sui diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie;
• Per la riforma della cittadinanza: acquisizione da parte dei minori stranieri extracomunitari, nati nel territorio italiano, del diritto alla cittadinanza italiana (jus soli);
• Per una legge organica sul diritto d’asilo;
• Per una nuova legge sull’immigrazione ispirata all’accoglienza, al rispetto dei diritti, ma anche alla regolarità della presenza nel nostro Paese;
• Per una diversa politica degli ingressi legali che possa utilizzare più strumenti flessibili a partire dal permesso per ricerca attiva di lavoro;
• Per una semplificazione delle procedure d’ingresso e di rinnovo del permesso di soggiorno, nei tempi e nelle procedure burocratiche;
• Per un aumento della durata dei permessi di soggiorno e rafforzamento degli sportelli unici e degli uffici consolari assolutamente inadeguati alla mole di lavoro che riguarda l’Immigrazione;
• Trasferimento di competenze agli Enti Locali per il rinnovo dei permessi di soggiorno, carte di soggiorno e quelle che riguardano l’accesso al lavoro ed il trattamento previdenziale;
• Per il superamento dei CPT e costruzione di un circuito di centri qualificati d’accoglienza;
• Per il diritto di voto amministrativo per i cittadini stranieri residenti stabilmente in Italia;
• Per una nuova stagione dei diritti e dei doveri per chiunque, italiano o straniero, viva e lavori nel nostro Paese;
• Per una nuova politica d’integrazione sociale e culturale dei cittadini migranti, che veda protagonista il territorio;

Per una nuova politica di cooperazione allo sviluppo e collaborazione con i Paesi d’origine dei migranti.
CGIL, CISL E UIL TI INVITANO A PARTECIPAREALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CHE SI TERRÀIL 16 DICEMBRE 2006 A MILANO, IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DEL MIGRANTE

giovedì, dicembre 14, 2006

Fringe benefit retroattivo? Si, no, forse. E domani?

Ecco che per un eccesso di zelo quella che sembrava una scelta aziendale volta ad attenuare l'impatto di una tassazione retroattiva sui dipendenti(scaglionamento del prelievo sui due pagamenti di novembre e tredicesima mensilità) si trasforma in una beffa che, tanto per cambiare, è a solo (e ulteriore) danno dei lavoratori CA; sarebbe DEPRECABILE che l'auspicata restituzione dell'aggravio fiscale non fosse attuato nel cedolino di Dicembre 2006.

Come avevamo evidenziato l'azienda aveva unilateralmente applicato una modalità di recupero della tassazione e successivamente, sempre unilateralmente, ha dichiarato che "...a decorrere dal mese di Gennaio 2007, CA adotterà in pieno il meccanismo del “fringe benefit”, ottemperando in tal modo agli obblighi fiscali ma abbandonando completamente il meccanismo di addebito tramite fattura. ... A titolo meramente esemplificativo, ogni assegnatario di auto aziendale avrà un beneficio in media del 30% rispetto al precedente meccanismo..."; non ci ha però fornito nessun dettaglio nè sui calcoli effettuati nè sulle modalità di applicazione di tale impegno.

Ad oggi non abbiamo motivo di dubitare che gli impegni saranno onorati .... ma come rappresentanti sindacali stiamo chiedendo un incontro formale per verificare le modalità di applicazione di una dichiarazione così impegnativa.

Le RSA Aziendali

mercoledì, novembre 29, 2006

COMUNICATO SINDACALE

In merito al comunicato aziendale relativo ai cambiamenti nella normativa sulla determinazione del fringe benefit delle auto, le RSA aziendali

  • esprimono il proprio disappunto per l’ennesima decisione attuata senza nessun preventivo coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori
  • non condividono la scelta unilaterale di scaglionamento in due trance del 50% da attuare con i cedolini di Novembre e tredicesima mensilità
  • chiedono all’azienda una risposta formale in merito a quali siano le giustificazioni fiscali per le quali solo la quota di conguaglio richiesta in questi due cedolini contribuisce agli imponibili IRPEF ed INPS mentre questo non è mai stato applicato per tutte le rate pregresse

In attesa dei chiarimenti richiesti SI SOLLECITANO TUTTI I LAVORATORI CHE SI AVVALGONO DI UNA VETTURA AZIENDALE AD ATTENERSI RIGOROSAMENTE AGLI ORARI DI LAVORO DEFINITI DAL CCNL astenendosi da tutte le prestazioni di lavoro straordinarie in qualsiasi modo intese (i voli aerei e le partenze in auto verso i clienti alle 06/07.00 del mattino, i rientri dopo le ore 18.00 ecc.).

Inoltre si chiede analogo atteggiamento di astensione dal lavoro straordinario a tutti gli altri lavoratori di CA Italia, specie nelle giornate che vanno dal 29 Novembre al 5 Dicembre, per rinsaldare i principi di solidarietà che storicamente ci contraddistinguono.

Le RSA Aziendali

venerdì, novembre 24, 2006

Lunedì 04 Dicembre Assemblea Generale

Lunedì 04 Dicembre è convocata, presso la sede di Basiglio in sala mensa alle ore 15,30, l’assemblea generale dei lavoratori con il seguente ordine del giorno:

  • informativa e valutazioni sulla ipotesi di piattaforma del nuovo CCNL
  • varie (situazione mobilità, finanziaria ecc.)

Saranno presenti i rappresentanti sindacali di CGIL, CISL e UIL. Tutti i lavoratori sono invitati a partecipare.


P.S.: c'è già chi sta studiando l'ipotesi e ne propone modifiche (Rete 28 Aprile)
LE RSA AZIENDALI

CGIL - Sul tfr nessuno scippo: resta dei lavoratori


Rassegna sindacale - 17 novembre 2006
Sul tfr nessuno scippo: resta dei lavoratori
Cosa prevede il memorandum d'intesa tra sindacati e governo del 23 ottobre 2006.

venerdì, novembre 17, 2006

Proposta di legge sulla SCALA MOBILE

Il 9 Novembre u.s. il Comitato promotore “Per una nuova scala mobile”, ha consegnato al Senato la proposta di legge che chiede il ripristino della scala mobile eliminata venti anni fa da una legge e da un successivo referendum. Il comitato è composto dalla Rete 28 Aprile-Cgil e da alcuni sindacati di base. La proposta è stata accompagnata da più di 60.000 firme raccolte durante la campagna che, pur svolgendosi tra diverse difficoltà, ha pienamente raggiunto l’obiettivo.
Il ripristino della scala mobile, che adeguava automaticamente salari e pensioni agli incrementi dell’inflazione sarebbe, per tutti i lavoratori e le lavoratrici compresi co.co.co. e co.co.pro. e per tutti i pensionati e le pensionate, una vittoria di grande importanza. Infatti attualmente l’aumento delle retribuzioni compete esclusivamente alle trattative di rinnovo dei contratti nazionali. Tali incrementi si basano solo sull’inflazione programmata stabilita dal governo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una diminuizione generalizzata del potere di acquisto.
Il meccanismo della scala mobile richiesto nella proposta di legge prevede invece l’indicizzazione automatica delle retribuzioni all’inflazione rilevata dall’Istat: ogni tre mesi verrebbe rilevato l’incremento dell’indice Istat dei prezzi al consumo delle famiglie di operai e impiegati partendo convenzionalmente da base 100 dal momento in cui la legge venisse approvata. L’80 % di questo incremento sarebbe automaticamente riconosciuto nelle retribuzioni e nelle pensioni. Inoltre verrebbe modificato il paniere Istat che sappiamo essere non adeguato alla realtà sia come tipologia di spese che come prezzi.
Se questa legge venisse approvata ci offrirebbe un minimo di salvaguardia contro il progressivo deterioramento dei salari e delle pensioni, ma è bene tenere presente che difficilmente questa proposta di legge andrà avanti nel parlamento se non sarà portata a conoscenza e condivisa dalla maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici. L’Unione europea, la Bce e quasi tutte le forze politiche italiane vedrebbero come uno spettro l’approvazione di una legge simile e i datori di lavoro direbbero che non ci si può mettere contro le imprese già tanto “penalizzate” (si è visto in finanziaria dove tra cuneo fiscale, tfr per infrastrutture, fondi vari e spese militari incasseranno 15 miliardi di euro!).
Questa proposta che approda al Parlamento offre l’opportunità di unire tutti i lavoratori sulla questione salariale, ma dovremo far sentire la nostra voce se vorremo esser presi in considerazione. Nei prossimi mesi saranno diffuse informazioni nei luoghi di lavoro riguardo questa e tutte le altre questioni correlate come il tfr, l’attacco alle pensioni e alle prerogative dei Contratti nazionali con possibili incontri e assemblee per discutere eventuali forme di mobilitazione su questi temi.

Rete 28 Aprile nella Cgil per l’indipendenza e la democrazia sindacale
www.rete28aprile.it info@rete28aprile.it

PROCEDURA MOBILITA': Si avvicina la scadenza di dicembre

Come tutti sappiamo l'accordo sottoscritto a metà Luglio prevede la possibilità, con il consenso dei diretti interessati, di arrivare alla messa in mobilità di un massimo 54 lavoratori così suddivisi:
  • 45 per la CA SPA
  • 9 per la CA Holding

In vista della scadenza dell'accordo (che ricordiamo è previsto per la fine di Dicembre 2006), e considerando che ad oggi sono stati firmati un totale di 47 accordi (39 + 8), in questi giorni l'Azienda si è attivata per sondare eventuali residue disponibilità ad accettare la messa in mobilità.

Il numero attuale di (solo) 47 accordi è giustificato dal fatto che 3 colleghi, pur avendo dato le dimissioni con un qualche "accordo", non hanno firmato i documenti relativi alla procedura di mobilità.

Le RSA aziendali

venerdì, novembre 03, 2006

Risultati secondo trimestre 2007

Sono stati pubblicati i risultati relativi al secondo trimestre dell'anno fiscale 2007. Tra l'altro, in merito all'annunciato Piano di ristrutturazione e Riduzione costi, vi si legge:

Cost Reduction and Restructuring Plan
As previously stated, CA announced in August a cost reduction and restructuring plan designed to significantly improve the Company’s expense structure and increase its competitiveness. CA expects to deliver about $200 million in annualized savings when the plan is completed by the end of fiscal year 2008.

In the second quarter, the Company recorded severance costs, relating to approximately 750 positions, or $39 million, $11 million of which was paid during the period. The Company currently expects total restructuring charges of approximately $150 million, most of which will be recognized in fiscal 2007, and a reduction in workforce of approximately 1,400 positions, including approximately 300 positions associated with the divestiture of a number of joint ventures. The Company also expects to eliminate an additional 300 positions through attrition.

giovedì, ottobre 26, 2006

TFR - pro e contro

EPIFANI; BUON ACCORDO NELL'INTERESSE DEL PAESE
'E' un accordo importante, quello che la Cgil voleva e a cui ha lavorato con Cisl e Uil'. Lo ha detto ieri il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, commentando la firma dell'intesa sul Tfr. 'Spero che ora finiscano le polemiche strumentali e incomprensibili di questi giorni. Si è quadrato il cerchio in condizioni difficili e per questo penso che sia un buon accordo nell'interesse del Paese'. Da gennaio, continua il leader della Cgil, 'potrà finalmente partire la previdenza integrativa, e penso soprattutto ai giovani. Spero che le piccole e medie imprese comprendano che è stata anche nostra cura compensare la loro situazione. I lavoratori mantengono i loro diritti, come prevede il testo dell'intesa, compresi gli accordi collettivi migliorativi che si sono fatti azienda per azienda'.

RETE 28 APRILE nella CGIL per la democrazia e l'indipendenza sindacale

Memorandum d’intesa sul Trattamento di Fine Rapporto

A seguito dell’incontro di giovedì 19 ottobre 2006 svoltosi a Palazzo Chigi tra Governo, Confindustria, CGIL, CISL e UIL sui temi del Trattamento di fine rapporto e della previdenza integrativa è intercorsa una verifica sui possibili ambiti di miglioramento del disegno di Legge Finanziaria.

In data 23 ottobre 2006 si è giunti al seguente accordo tra Governo, Confindustria, CGIL, CISL e UIL, i cui elementi possono così essere sintetizzati:

  1. Viene anticipato al 1 gennaio 2007 l’avvio della previdenza integrativa secondo le norme della legge n. 252/2005. Esso comprende anche l’anticipo al 2007 delle compensazioni previste dalla legge, quale condizione per la destinazione di parte del TFR maturando ai fondi integrativi o all’INPS (1).
  2. per tutte le imprese con almeno 50 dipendenti sarà integralmente destinato all’INPS il trattamento di fine rapporto che matura dal 1 gennaio 2007 e non affluito alla previdenza integrativa (2). Il Governo s’impegna a riesaminare questa disposizione nel 2008;
  3. il Governo si impegna a rivedere nel corso del 2007 il trattamento fiscale dei fondi integrativi con l’intento che questo sia in linea con quello applicato alla previdenza integrativa degli altri paesi europei;
  4. il Governo si impegna a riprendere e concludere la discussione aperta con il sistema bancario, al fine di trovare forme per venire incontro alle imprese che trovassero difficoltà nell’accesso al credito. In questo ambito si studierà la costituzione di un fondo di garanzia.
  5. Resta confermato che tutti i lavoratori conservano tutti i diritti previsti da leggi e accordi collettivi in materia di rivalutazione, liquidazione e anticipazione del TFR.

Roma, 23 ottobre 2006

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1) In particolare, verrà estesa anche alla quota di TFR destinata all’INPS la deduzione dal reddito d’impresa attualmente prevista per la sola quota di TFR destinato a forme pensionistiche complementari. Dal 1 gennaio 2007 le imprese saranno inoltre esonerate integralmente (in misura pari allo 0,2% del monte retributivo) dal versamento al Fondo di Garanzia per la quota di TFR trasferita a previdenza complementare o al Fondo INPS; dal 1 gennaio 2008 entreranno infine in vigore gli ulteriori esoneri dal versamento parziale di alcuni contributi sociali a carico del datore di lavoro (le ultime due misure sono già previste dall’attuale disegno di legge)
2) Queste disposizioni compensano interamente l’ulteriore onere derivante dall’estensione delle deduzioni dal reddito d’impresa di quota del TFR destinato all’INPS di cui al punto 1)