venerdì, maggio 04, 2007
RICHIESTA SPIEGAZIONI IN MERITO AL CEDOLINO PAGA DI APRILE 2007
Basiglio, 04 Maggio 2007
OGGETTO: RICHIESTA SPIEGAZIONI IN MERITO AL CEDOLINO PAGA DI APRILE 2007
La presente per chiedere formalmente spiegazioni in merito alla assenza della voce retributiva “Indennità di vacanza contrattuale” nel cedolino paga di Aprile 2007.
In attesa di un sollecito riscontro cogliamo l’occasione per porgere cordiali saluti.
giovedì, maggio 03, 2007
CCNL TERZIARIO: AD APRILE SCATTA L’INDENNITÀ DI VACANZA CONTRATTUALE.
MA IN CA NON SI APPLICA?
Con il mese di aprile 2007 le aziende che applicano il C.C.N.L. per i dipendenti da aziende del terziario della distribuzione e dei servizi – Confcommercio dovranno corrispondere ai propri dipendenti l’indennità di vacanza contrattuale.
Tale indennità, in base a quanto previsto dall’accordo tra Governo e parti sociali del 23 luglio 1993, viene pagata quando un contratto collettivo è scaduto da più di tre mesi e non è ancora stato rinnovato.
Il C.C.N.L. per i dipendenti da aziende del terziario della distribuzione e dei servizi – Confcommercio è scaduto il 31 dicembre 2006 per cui, come detto, l’indennità dovrà essere corrisposta dal mese di aprile 2007.
Nella tabella seguente si riportano unicamente i valori dell’I.V.C. da corrispondere mensilmente per il primo periodo di vacanza contrattuale.
Sarà nostra cura, ove non si arrivasse alla conclusione dell’accordo di rinnovo del CCNL entro i prossimi tre mesi, fornire i nuovi ed ulteriori importi dell’I.V.C. da corrispondere a partire dal mese di luglio.
Si ricorda, infine, che tale indennità cesserà di essere corrisposta al momento in cui entrerà in vigore l’aumento dei minimi derivante dal rinnovo del contratto collettivo nazionale.
Per quanto riguarda l’incidenza dell’ indennità ai fini del calcolo degli istituti contrattuali e di legge si ritiene che la stessa debba essere considerata alla stregua degli elementi retributivi presi in considerazione per la sua determinazione (paga base e contingenza).
IMPORTI DA CORRISPONDERE A TITOLO DI INDENNITA’ DI VACANZA CONTRATTUALE A DECORRERE DAL MESE DI APRILE 2007
QUADRI 11,28
I LIVELLO 10,46
II LIVELLO 9,46
III LIVELLO 8,52
IV LIVELLO 7,77
V LIVELLO 7,31
VI LIVELLO 6,87
VII LIVELLO 6,32
Nicola Cappelletti
Filcams-CGIL Milano
cell.3355842008
fax.02700540649
vocal.0230312265
www.filcamsmilano.it/
P.S.: presso l'ufficio HR e presso la RSA, per chi la desiderasse, è disponibile la dichiarazione sulla Privacy rilasciata da Thalia S.R.L. in merito alle informazioni raccolte con gli assessment
lunedì, aprile 30, 2007
Primo Maggio 2007. L’Italia riparte dal lavoro
Si rinnova anche quest’anno il tradizionale appuntamento con il “Concerto del Primo Maggio”, promosso da CGIL, CISL e UIL per celebrare la Festa del Lavoro. “L’Italia riparte dal lavoro” è lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil per il Primo Maggio 2007. In mattinata, i sindacati svolgeranno una grande manifestazione a Torino, per la quale è prevista la diretta televisiva su Rai Tre dalle 10.45 alle 12.00.
La Festa del Lavoro affonda le sue radici nelle battaglie intraprese dal movimento operaio verso la fine del secolo scorso.
Il primo maggio del 1886, infatti, negli Stati Uniti, la "Federation Trade and Labor Unions" aveva proclamato i primi scioperi ad oltranza per chiedere di sancire contrattualmente l'orario lavorativo di otto ore. Le agitazioni riguardarono circa 400 mila lavoratori dei diversi stati dell'Unione e provocarono scontri con la polizia, come avvenne il 4 maggio a Chicago, dove al termine di una grande manifestazione con oltre 80 mila persone una vera e propria battaglia causò 11 morti ed un centinaio di feriti.
La decisione di organizzare una manifestazione a data fissa per ridurre legalmente la giornata di lavoro fu presa però solo tre anni più tardi, il 14 luglio 1889, approvando all'unanimità una mozione presentata dai delegati francese e statunitense al Congresso della Seconda Internazionale.
In Europa la prima celebrazione della Festa del Lavoro si ebbe quindi nel 1890, con esclusione dell'Italia dove l'allora presidente del Consiglio, Francesco Crispi, impartì ordini severi ai prefetti di reprimere sul nascere qualsiasi manifestazione di piazza.
Nel nostro paese la prima commemorazione della Festa del Lavoro si tenne l'anno successivo, il primo maggio del 1891, in un clima tutt'altro che tranquillo, tanto che a Roma, in scontri tra polizia e dimostranti, ci furono due morti e decine di feriti.
Dal 1891 fino all'avvento del fascismo il primo maggio coincise con le celebrazioni della Festa dei Lavoratori, ma dall'ambito sindacale dell'orario di lavoro le rivendicazioni si estesero al terreno dei diritti civili e a quello della politica internazionale del Paese.
Dopo l'ottobre del 1922 Mussolini decise di abolire le celebrazioni del primo maggio e stabilì la data del 21 aprile (Natale di Roma) per festeggiare "il lavoro italiano e non quello inteso in senso astratto e universale".
Durante il ventennio di regime fascista, tuttavia, in molte grandi città le commemorazioni proseguirono, sia pure in modo clandestino. Nel 1945, con la Liberazione, il primo maggio tornò a coincidere con la festa del lavoro.
Delle celebrazioni in epoca repubblicana resta memorabile per la sua tragicità quella del 1947 a Portella della Ginestra, nelle campagne del palermitano, dove durante una manifestazione di braccianti i banditi di Salvatore Giuliano spararono sulla folla uccidendo 11 persone.
Negli anni successivi le celebrazioni del primo maggio si intrecciano con le vicende interne alle confederazioni sindacali e agli svilupi della situazione politica, sociale ed economica dell'Italia.
Il primo maggio 1990, anno del centenario, CGIL, CISL e UIL organizzano una celebrazione a Milano, nell'area degli ex stabilimenti Ansaldo, alla quale partecipa, per la prima volta nella storia della Festa del Lavoro, il Presidente della Repubblica.
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Il 1° Maggio dei precari
Appello Mayday 007
Milano, Porta Ticinese - ore 15.00.
Ci rivolgiamo
Ai precari e alle precarie, ai lavoratori e alle lavoratrici. Ai nativi ed ai migranti, uomini e donne. Ai contorsionisti della flessibilità, alle equilibriste del quotidiano. Ai cocoprecarizzati, alle interinali, alle false partite IVA, ai precari a tempo indeterminato e ai garantiti chissà fino a quando. Agli studenti, ai ricercatori, alle ricercatrici ed alle precarie della formazione e dell'informazione. A tutti/e quelli/e che cercano reddito e salario, a tutti/e coloro che pretendono diritti.
Let's Mayday
Per la settima volta la Milano precaria grida Mayday !
L'urlo che sette anni fa ha squarciato il silenzio imbarazzato dei media, e di ogni istituzione, di destra come di sinistra, che avvolgeva la questione precaria, si è trasformato oggi in una potente evocazione, in un riferimento unico, in una tappa imprescindibile della politica nazionale.
Ogni Mayday costituisce storia a sé, lo si sa, ma nell'arco del tempo il protagonismo dei precari e delle precarie si è fatto sempre più evidente assumendo una centralità che si è emancipata dall'intermediazione di sindacati, partiti e centri sociali. Nell'anno che ha ribadito l'inaffidabilità dei partiti "radicali" e lo smarrimento del movimento, precari e precarie hanno trovato modi e tempi per auto-organizzarsi nella rappresentazione di piazza e nell'evoluzione del percorso che unisce una Mayday all'altra.
La Mayday 007 parla di conflitto
Da sempre siamo convinti che la precarietà costituisca un elemento di crisi non solo nella società, ma anche nei movimenti sociali, politici e sindacali che cercano di attraversarla e cambiarla. E la Mayday ha dimostrato proprio questo. Chi vuole agire contro la precarietà non può non fare i conti con i meccanismi che la generano. La precarizzazione è un fenomeno complesso, un mix micidiale di atomizzazione, ricatto e consenso.
Il crescente protagonismo dei precari è il frutto di un percorso che ha saputo, partendo dalla narrazione collettiva, generare un processo virtuoso che ha sostituito l'azione visibile, ma molte volte estemporanea, che ha preceduto molti primi maggio, in un'accumulazione continua di volontà, talenti e passioni che a loro volta hanno generato sempre maggiore partecipazione. La radicalità risiede nelle relazioni, si diceva due anni fa. La radicalità oggi, lo ribadiamo, sta nella capacità di tradurre le frustrazioni, l'isolamento e i ricatti che i precari vivono quotidianamente su un piano nuovo dove la delusione verso l'in/civiltà delle imprese si trasformi in complicità fra i precari e nel quale si sappia rinnovare il conflitto per fare fronte allo spiazzamento in cui la precarietà ci immerge.
La Mayday 007 parla di rivendicazioni
Pensiamo che la tutela del contratto a tempo indeterminato per chi vive una reale subordinazione siano ancora un riferimento importante per le rivendicazioni dei precari e delle precarie, ma siamo convinti che la struttura sociale, caratterizzata da questa forma di "stabilità", non possa più riprodursi oggi. La Mayday rivendica la generalizzazione dei diritti e invoca la continuità del reddito come elementi fondamentali per disarmare il ricatto permanente a cui precari e precarie sono sottoposti/e.
Ma è importante fare almeno una precisazione: il governo del centro-sinistra è debole e non vuole cogliere le implicazioni di una diffusione a macchia d'olio della condizione di precarietà. I tavoli sugli ammortizzatori, sulle pensioni e sui nuovi diritti propongono un'articolazione complessa di "soluzioni" che si dirigono verso orizzonti che ci spaventano. La scelta di ammortizzare la precarietà anziché pensare a un insieme di misure, diritti, e tutele tali da rafforzare la posizione dei precari mostra un intendimento preciso: si vogliono tutelare i processi di precarizzazione - e quindi di profitto - attraverso i quali le aziende si stanno arricchendo, ammorbidendone tuttalpiù gli effetti più nefasti. Si vuole curare il sintomo senza preoccuparsi del male, sperando che il malato se ne dimentichi. La continuità del reddito invocata dalle decine di migliaia di partecipanti alle Mayday Parade di questi anni, può tradursi in un'opportunità, anziché in una ennesima catena, se consente ai precari di scegliere, di rifiutare i lavori peggiori, e quindi, implicitamente, di confliggere per migliorare le proprie condizioni. Ogni altra proposta definisce una traslazione della precarietà, ma non certo una diminuzione della sua intensità. Poco importa se siamo precari nella vita per i ricatti del mercato del lavoro o se lo siamo per i ricatti combinati di quest'ultimo e di un welfare che ci inchioda al dovere del lavoro a qualunque costo.
Dal conflitto al reddito passando per i cinque assi della precarietà
Sappiamo bene anche che la precarietà parte dal lavoro per permeare nel sociale ovvero nell'insieme di gesti, relazioni e scelte che ognuno di noi compie giorno per giorno, per necessità, per volontà, per sensibilità o per costrizione. In questo senso i cinque assi della precarietà rappresentano perfettamente l'orizzonte a cui guardare. La casa, oramai diritto proibito non solo per i precari, gli affetti, la formazione, l'accesso ai saperi e ad una mobilità libera, gratuita e compatibile con il nostro ambiente vitale, rimangono campi di intervento e conflitto fondamentali, che nelle diverse declinazioni incontrano ed attraversano da sempre la Mayday. Così come le tematiche dell'antiproibizionismo e dell'autoderminazione sulle quali il governo, che subisce l'offensiva clericale, si è dimostrato senza il carattere necessario per mantenere le promesse fatte.
L'autoderminazione di sé, dei propri piaceri/desideri e la giusta pretesa di controllo sul proprio corpo sono istanze che non accettano inter/mediazione e vanno rivendicate attraverso la cospirazione dei soggetti.
La Mayday 007 parla di diritti, cittadinanza e nuove civiltà
Le campagne securitarie, i richiami all'ordine e alla legalità, la bossi-fini e i CPT costituiscono un perno fondamentale con cui si ricatta una parte importantissima del tessuto sociale: i migranti. Il vincolo tra lavoro e diritti di cittadinanza è una gravissima forma di barbarie e di ingiustizia che umilia ed esaspera le differenze, rendendo sempre più difficile la tanto millantata integrazione. I migranti oggi sono l'espressione più evidente di cosa significa precarietà di vita, e di come la fame di profitto delle imprese, bisognose di manodopera, non conosca limiti: il loro diritto al reddito, alla casa, alla salute, all'istruzione è, per legge, sotto il controllo delle imprese. E sempre attraverso la richiesta legalità, viene loro impedito di emanciparsi da questo giogo, come avviene in Lombardia per i proprietari del phone center, che dall'oggi al domani dovrebbero perdere la loro unica fonte di reddito e tornare alle ricerca di un contratto di lavoro.
La precarietà non si esprime in maniera omogenea, ma è l'esercizio premeditato di diverse strategie che colpiscono le molteplici parti del corpo sociale dividendole e compartimentandole. Il neoliberismo ha bisogno dello scontro di civiltà. L'unico scontro che ci interessa è quello che contrappone due intendimenti differenti sul modo per costruire una società differente: la strada dei diritti o la via della legalità. Ognuno scelga ora senza ambiguità, la propria priorità; quale dei due termini costituisce la leva principale attraverso la quale muovere il proprio impegno e determinare le proprie visioni. Per noi resta chiaro che la legalità è sempre iniqua e che la conquista dei diritti sociali passa attraverso l'esercizio del conflitto. A Milano dove il disagio, la rabbia, l'esclusione crescono di giorno in giorno assumendo via via forme sempre più incontrollabili, l'amministrazione contrappone la pretesa che tutto ciò non sporchi o non occupi i marciapiedi del consumo o le strade dello shopping. Questa spudorata equiparazione ci è lontana nella maniera più assoluta. E' necessario affermare i diritti di cittadinanza, abolire i CPT, cancellare la Bossi-Fini e tutte le leggi discriminatorie.
La Mayday 007 parla d'Europa
Anche quest'anno la Mayday attraversa le città europee perché l'Europa è lo spazio pubblico da costruire come ambito sociale e conflittuale per superare la condizione precaria. L'Europa che ci immaginiamo è molto diversa da quella monetaria che l'ipocrisia del nuovo millennio ha partorito. All'interno di essa vogliamo proporre una nuova politica di welfare, che fissi criteri sociali uniformi per nativi e migranti, riduzione delle tipologie contrattuali atipiche, fissazione di un salario minimo orario che prescinda dalla condizione lavorativa e garanzia di continuità di reddito per tutti e tutte.
L'EuroMayDay è oggi uno dei processi costituenti della nuova idea di Europa, radicale, libera sociale e sostenibile.
Mayday Mayday
1° maggio 007
Milano, Porta Ticinese - ore 15.00
Milano, 28 aprile 2007
martedì, aprile 24, 2007
COMUNICATO FINALE ASSEMBLEA DEL 23 APRILE 2007
L’assemblea generale dei lavoratori di CA prende atto della dichiarata volontà della Direzione Aziendale di addivenire ad accordi extra-giudiziari con i 10 colleghi licenziati in tronco a fine marzo 2007 e della contestuale chiusura nel valutare soluzioni riorganizzative che siano alternative alla strada intrapresa.
Questa presa d’atto non implica nessuna condivisione del percorso intrapreso unilateralmente dall’Azienda che anzi è fermamente condannato sia per le modalità con cui è stato attuato che per il merito delle figure che sono state individuate.
L’assemblea, nel ribadire il proprio sostegno ai lavoratori licenziati (che continuiamo a ritenere anche dal punto di vista tecnico una sostanziale violazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, oltre che dal punto di vista delle relazioni inter-aziendali una svalutazione inaccettabile della dignità individuale e del valore intrinseco in ogni mansione aziendale)
AUSPICA
Che la vertenza avviata determini il reintegro al proprio posto di lavoro dei colleghi licenziati
CONFERMA
lo stato di agitazione a tempo indeterminato con la sospensione di tutte le prestazioni straordinarie
PROCLAMA
Uno sciopero da tenersi nella data in cui si svolgerà la prima udienza per il reintegro con eventuali iniziative pubbliche.
LE RSA AZIENDALI
Approvata con 23 voti favorevoli, 6 astenuti e 2 contrari.
venerdì, aprile 20, 2007
Operativo il numero verde di Fondo EST
Il Fondo EST è il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i dipendenti delle aziende del commercio, del Turismo e dei Servizi nato per seguire il dettato del CCNL del Terziario e del Turismo sottoscritti dalle Associazioni delle Aziende CONFCOMMERCIO, FIPE e FIAVET e dai Sindacati dei Lavoratori FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL.Si ricorda che l'iscrizione al fondo EST è obbligatoria per tutti i lavoratori a tempo indeterminato del Terziario e che i costi sono integralmente a carico dei datori di lavoro.
Nel sito del fondo sono dettagliate le coperture e le modalità di rimborso.
Approfondimenti:
Cliccare qui per il Fondo Est
Cliccare qui per il Blog dei Delegati Filcams
Cliccare qui per la Filcams-CGIL Lombardia
mercoledì, aprile 18, 2007
venerdì, aprile 13, 2007
Si informano i colleghi che è stato concordato un incontro tra il responsabile HR, la RSA ed il funzionario di zona della FILCAMS per il pomeriggio di mercoledì 18 Aprile.
Pertanto l' assemblea generale viene posticipata a
LUNEDÌ 23 APRILE 2007
alle ore 16.00
presso il locale mensa
martedì, aprile 10, 2007
venerdì, aprile 06, 2007
concentramento alle ore 9,30 in Piazzale Lagosta e corteo fino a Piazzale Duca D’Aosta
Cgil Cisl e Uil della Lombardia organizzano per giovedì 12 aprile una manifestazione per protestare contro le scelte della Giunta Formigoni, in particolare nel campo delle politiche sanitarie, sociali e del lavoro.
Sesto San Giovanni 5 aprile 2007
giovedì, aprile 05, 2007
L’assemblea generale dei lavoratori di CA nel ribadire la denuncia di assenza di relazioni sindacali tra Azienda e le rappresentanze dei lavoratori, considerato che
- la CA si conferma essere un’azienda solida ed altamente profittevole
- la CA dice di voler svolgere la propria azione nel mercato con uno spirito etico
DENUNCIA
Che l’adozione di questa nuova “modalità” di gestione dei problemi organizzativi aziendali apre la porta alla inevitabile ripetizione, nel breve periodo, di ulteriori licenziamenti discriminatori ed illegittimi nei reparti oggetto di ristrutturazione (la forza vendite in primo luogo; ma tutti i reparti aziendali sono potenzialmente nelle stesse condizioni).
Ciò premesso l’assemblea, nel ribadire la priorità di garantire il mantenimento dei posti di lavoro e di salvaguardare il valore e la dignità che è insita in ogni mansione aziendale, consapevole che l’azienda è fermamente decisa a ristrutturare il suo modello organizzativo per fare fronte alle esigenze che il mercato dell’IT quotidianamente ci propone
- conferma lo stato di agitazione a tempo indeterminato con la sospensione di tutte le prestazioni straordinarie
- chiede alla Direzione il ritiro dei licenziamenti con il contestuale reintegro dei colleghi oggetto di discriminazione, da attuarsi entro il 18 Aprile 2007, quale condizione per iniziare ad attivare quel confronto tra azienda e lavoratori che fino ad oggi è mancato e che permette di affrontare in modo condiviso le difficoltà dell’azienda stessa
- si riconvoca per una nuova assemblea generale, da tenersi in data 18 Aprile 2007, per valutare le evoluzioni della situazione ed adottare le ulteriori azioni di lotta nel caso in cui non sia stata registrata una evoluzione positiva
LE RSA AZIENDALI
Approvato all’unanimità con un voto di astensione.
martedì, aprile 03, 2007
Alcuni buoni motivi per lavorare in CA
Computer Associates licenzia
CA makes cuts in European offices in restructuring
Chi vuole prendere la parola può invece utilizzare il nuovo sito dedicato alla discussione delle vicende aziendali.
sabato, marzo 31, 2007
Mercoledì 04 Aprile, dalle ore 15,30 alle 17.30, è convocata l’assemblea generale dei lavoratori CA (sala mensa a Milano, videoconferenza a Roma) con il seguente ordine del giorno:
- Verifica situazione sui licenziamenti individuali
- Definizione azioni da intraprendere
Tutti i lavoratori sono invitati a partecipare.
Le RSA aziendali
Immediata la protesta dei lavoratori e del sindacato che hanno proclamato per oggi uno sciopero nazionale del gruppo con manifestazioni davanti alle sedi di Roma e Milano,oltre al blocco degli straordinari.
Nei prossimi giorni si svilupperanno ulteriori iniziative sindacali.
I licenziamenti sono stati formalmente contestati ed impugnati.
L’assemblea dei lavoratori è convocata per il 4 aprile.
Filcams-CGIL di Milano
30 Marzo 2007
giovedì, marzo 29, 2007
VENERDÌ 30 MARZO sciopero generale DALLE 09.00 ALLE 11.00
Sono cambiati i vertici nazionali di CA e CA Holding … e sono peggiorante le relazioni sindacali tra Azienda e lavoratori.
Senza il preventivo coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e dei singoli lavoratori interessati ai provvedimenti, con l’oggettivo atteggiamento di chi costantemente è abituato a calpestare la dignità dei lavoratori, sono state inviate 10 lettere di licenziamento individuale (6 a Milano e 4 a Roma) “per giustificato motivo oggettivo”.
Il numero di provvedimenti adottati dall’azienda, le giustificazioni presenti nelle stesse, ci danno validi argomenti per procedere alle cause legali, cause che il sindacato è impegnato a sostenere e coordinare legalmente. Si proclama lo stato di agitazione a tempo indeterminato con:
- VENERDÌ 30 MARZO UN PRIMO SCIOPERO DI DUE ORE, DALLE 09.00 ALLE 11.00 (concentramento agli ingressi di Milano e Roma per discutere della situazione e decidere sulle prossime iniziative di lotta)
- SOSPENSIONE DI TUTTE LE PRESTAZIONI STRAORDINARIE
Le RSA aziendali
mercoledì, gennaio 24, 2007
Assemblea sindacale a Roma
Giovedì 01 Febbraio, dalle ore 14,30 alle ore 16.30 presso la sala Conference al primo piano di Roma, è convocata l’assemblea dei lavoratori di Roma con il seguente ordine del giorno:
- Nuova normativa del TFR e Fondi Pensione
- varie
Sarà presente un rappresentante sindacale della CGIL.
Tutti i lavoratori sono invitati a partecipare.
domenica, gennaio 21, 2007
SEMINARIO NAZIONALE PER LA DIFESA DELLA PENSIONE PUBBLICA E DEL TFR
Questo non può essere assicurato attraverso le forme incerte, aleatorie e rischiose del sistema di finanziamento a capitalizzazione proprio della cosiddetta previdenza complementare privata.
Garantire il soddisfacimento dei bisogni dei pensionati del futuro è cosa che riguarda il lavoro e niente affatto le disponibilità di denaro.
Ridurre la spesa previdenziale non è una necessità oggettiva, ma è un diktat imposto dalle politiche economiche neoliberiste, che in questi anni hanno trasferito gran parte del reddito dal lavoro alla speculazione finanziaria.
dalle 10.00 alle 18.00
presso il Saloncino del Dopolavoro Ferroviario Via Alamanni 4
(Per chi arriva in treno: uscita lato binario 1 e poi a destra lungo la ferrovia. Ingresso dal bar del dopolavoro)
C'è anche la mensa in cui si può mangiare a prezzi buoni.
Intervengono:
- Giovanni Mazzetti, professore di economia politica (Università della Calabria)
- Severo Lutrario, ATTAC Italia
- Giorgio Cremaschi, Segreteria nazionale FIOM
COMITATO NAZIONALE PER LA DIFESA DELLA PENSIONE PUBBLICA E DEL TFR
sabato, gennaio 20, 2007
Mobilitazione contro l’aumento dei ticket sanitari
Continua la mobilitazione contro l’aumento dei ticket sanitari
La Regione Lombardia insiste a farci pagare i ticket più alti d’Italia
Ieri a Roma in un incontro tra il Ministero della Salute e tutte le Regioni italiane il Ministro della salute On. Livia Turco ha chiarito che il ticket di 10 Euro sulle ricette della specialistica e della diagnostica, introdotto dalla legge Finanzia 2007, potrà non essere applicato da quelle Regioni che hanno i conti in ordine. La non obbligatorietà del ticket sarà inserita in un decreto ministeriale che chiarirà definitivamente la questione.
Non si capiscono le polemiche dell’Assessore alla sanità della Lombardia Diott. Alessandro Cé che si leggono oggi sulla stampa.
Dato che la Giunta Formigoni aveva dichiarato di essere stata costretta dal Governo a introdurre il ticket di 10 Euro, ora ha l’occasione di toglierlo alleggerendo, almeno in parte, i cittadini lombardi che pagano i ticket più alti d’Italia. Infatti i cittadini continueranno a pagare i ticket sanitari introdotti dalla Regione nel 2002 su : farmaci, specialistica, diagnostica, pronto soccorso più l’aumento di 7 Euro introdotto, sempre dalla Regione a partire dal 1 gennaio 2007.
Inoltre proprio la Regione che chiede in continuazione l’applicazione di un Federlismo più spinto, oggi che il Governo la lascia libera di decidere come meglio crede, non trova nulla di meglio che polemizzare in modo incomprensibile, invece di decidere e agire a favore dei suoi residenti. Intanto continua la protesta e la mobilitazione organizzata dal sindacato Cgil Cisl Uil di Milano contro il caro ticket.
Ecco il calendario di iniziative unitarie per la prossima settimana
Presidi con volantinaggio e raccolta di firme sulla “petizione popolare”
Mattino dalle 9.30 alle 13
Lunedì 22 gennaio Poliambulatorio Pubblico di Via Andrea Doria Milano
Martedi 23 gennaio Ospedale di Sesto San Giovanni - Via Matteotti - Sesto San Giovanni
Mercoledì 24 gennaio Ospedale di Cernusco Sul Naviglio
Venerdì 25 gennaio Ospedale San Raffaele di Segrate (Milano)
Sabato 26 gennaio Ospedale Fatebenefratelli C.so di Porta Nuova Milano
Invitiamo i cittadini a fermarsi ai banchetti e a firmare la nostra petizione per fare pressione nei confronti della Regione Lombardia affinchè riduca i ticket sanitari.
Per la Segreteria
Camera del Lavoro Metropolitana di Milano







