sabato, dicembre 08, 2007

ThyssenKrupp. Comunicato delle Segreterie nazionali di Fim Fiom Uilm sulla strage di Torino

Le segreterie nazionali di Fim Fiom Uilm esprimono dolore, cordoglio e solidarietà per le vittime dell’orribile strage sul lavoro avvenuta a Torino.
Nulla deve essere tralasciato per il pieno accertamento delle responsabilità, ma questa strage si aggiunge ad una lunga catena di morti sul lavoro.
Occorre il pieno e puntuale intervento delle Autorità a tutela della salute e della sicurezza, le imprese devono adottare tutte le norme e le misure necessarie alla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori ed essere fino in fondo responsabili della loro applicazione. Si deve lavorare per vivere e non per morire.
Fim Fiom Uilm proclamano 8 ore di sciopero in tutto il gruppo ThyssenKrupp per la giornata di lunedì 10 dicembre in concomitanza con lo sciopero provinciale dei metalmeccanici di Torino.
Fim Fiom Uilm nazionali indicono per venerdì 14 dicembre una giornata nazionale di lotta di tutti i metalmeccanici italiani per la tutela della salute e la sicurezza sul lavoro. Durante la giornata si svolgeranno in tutta Italia manifestazioni e iniziative, che coinvolgano la pubblica opinione, direttamente rivolte verso le pubbliche autorità e verso le imprese che dovranno mettere la sicurezza del lavoro al primo posto, anche con un adeguato e indispensabile programma di investimenti.
Per realizzare tali iniziative Fim Fiom Uilm proclamano 2 ore di sciopero in aggiunta alle 8 già previste per il rinnovo del Ccnl

Segreterie nazionali Fim Fiom Uilm

martedì, dicembre 04, 2007

sabato, dicembre 01, 2007

Il 30 Novembre si è scioperato

Venerdì 30 Novembre i lavoratori di Computer Associates hanno scioperato in solidarietà coi colleghi licenziati a Marzo.

La giornata scelta è stata ancor più significativa se si pensa che si è svolta in occasione della prima udienza in tribunale contro il licenziamento di un collega che è anche un delegato sindacale.

martedì, novembre 27, 2007

COMUNICATO ASSEMBLEA DEL 23 NOVEMBRE 2007

L’assemblea dei lavoratori CA, esaminata la condizione di continua trasformazione e ristrutturazione della organizzazione aziendale (che si è manifestata in sollecitazioni su diversi singoli dipendenti dei Servizi, Facility ed Amministrazione affinché accettino incentivazioni per risolvere consensualmente il rapporto di lavoro), nel prendere atto del leggero miglioramento delle modalità assunte dalla Direzione Aziendale nell’affrontare le problematiche relative ai supposti esuberi di forza lavoro:

GIUDICA UN ERRORE

la scelta aziendale di non rendere trasparenti le difficoltà aziendali, anche perché tutte le comunicazioni ufficiali parlano di aumenti del fatturato e degli utili

la scelta di non coinvolgere il sindacato nella gestione dei processi di ristrutturazione unilateralmente adottati

ESPRIME

preoccupazione per l’entità della riorganizzazione in atto, rilevando altresì che non è ancora chiaro se, a seguito della decisione presa dall’International di cedere parti significative delle strutture legate al Threat Management, ci saranno anche in Italia ulteriori ripercussioni ad esempio sul personale del Supporto

CONFERMA

l’auspicio per una veloce conclusione delle vertenze avviate per il reintegro sul proprio posto di lavoro dei colleghi licenziati a Marzo

LO SCIOPERO DI 4 ORE, LA MATTINA DI VENERDI’ 30 NOVEMBRE, IN CONCOMITANZA CON LA PRIMA UDIENZA DELLE CAUSE DI REINTEGRO

giovedì, novembre 22, 2007

Retribuzioni. Dal 2002 al 2007 è un crollo verticale

Un indagine Ires rivela la perdita di quasi 2000 euro in un anno per il lavoro dipendente


Se serviva una ricerca a dircelo... è arrivata. Nell'indagine “I salari dal 2002 al 2007”, del centro studi Ires della Cgil, troviamo la conferma del perchè una famiglia normale non riesce ad arrivare alla fine del mese: i salari e gli stipendi non sono assolutamente adeguati al costo della vita.
L'indagine si concentra su salari e stipendi perché dai risultati emerge che quello che ‘paga per tutti’ è proprio lavoro dipendente. Nei cinque anni presi in considerazione dalla ricerca, sono gli operai che hanno pagato il prezzo maggiore: chi aveva una retribuzione pari a 24.890 euro ha subito una perdita progressiva pari a 1.896 euro. Le cause: due terzi per la dinamica inversamente proporzionale tra inflazione e retribuzioni e un terzo per la mancata restituzione del fiscal drag.
Tra i tanti dati percentuali, uno dei peggiori riguarda il settore giovanile.I giovani, fra impiegati e operai, guadagnano tutti meno di 900 euro al mese. Ovvero sono tutti sulla soglia della povertà. Un apprendista con meno di 24 anni guadagna 736,85 euro al mese, un collaboratore occasionale arriva a 768,80 euro mentre un co.co.pro o un co.co.co arriva al massimo a 899 euro.Sempre comparando questa indagine a quella dell’Istat, si vede che il 13,7 per cento dei giovani tra 18 e 34 anni sono poveri. E la cifra percentuale è esponenziale: se si tratta di una coppia con figli i poveri sono il 45,8 per cento.
I nuclei familiari sono i più penalizzati, specie per la divaricazione tra ricchi e poveri che già l’indagine Istat sulla povertà delle famiglie italiane, pubblicata ad ottobre, aveva indicato. Chi stava male è peggiorato, mentre chi stava bene è migliorato. Il presidente dell’Ires Agostino Megale lo ha sottolineato nel suo intervento: “La perdita di potere d’acquisto dei redditi delle famiglie di operai e impiegati - ha detto – si contrappone ad una crescita di potere d’acquisto delle famiglie degli imprenditori e dei liberi professionisti. Con le manovre fiscali del centro-destra si è registrato un ulteriore allargamento della forbice a sfavore dei bassi redditi”.E sono i dati a parlare: i redditi familiari di imprenditori e liberi professionisti è cresciuto di 11.984 euro, mentre quello degli impiegati è diminuito di 3.047 euro e quello degli operai di 2.592 euro.Oltre 14 milioni di lavoratori guadagnano meno di 1.300 euro al mese, la metà dei quali non arriva ai mille euro.
Il segretario generale della Cgil, Epifani, durante la presentazione del rapporto è tornato su quanto aveva già dichiarato in precedenza dopo la consultazione sul protocollo welfare. “Serve una nuova politica dei redditi – ha detto – che affronti il problema della crescita bassa, dei bassi salari e della bassa produttività”.

domenica, novembre 18, 2007

VENERDÌ 23 NOVEMBRE ASSEMBLEA GENERALE

Venerdì 23 Novembre, dalle ore 16,00 alle 17.30, è convocata l’assemblea generale dei lavoratori CA (sala mensa a Milano, videoconferenza a Roma) con il seguente ordine del giorno:

  • Analisi sullo stato della ristrutturazione aziendale
  • Sciopero del 30 Novembre in solidarietà dei colleghi licenziati
  • Varie

Sarà presente un funzionario sindacale di CGIL, CISL e UIL.
Tutti i lavoratori sono invitati a partecipare.

sabato, novembre 10, 2007

Nuova tornata: riorganizzare i CA-TS

LA DIREZIONE COMUNICA LA NECESSITÀ DI RIORGANIZZARE I CA-TS

La direzione ha comunicato alla RSA Aziendale un problema di riposizionamento della struttura CA-TS, evidenziando la necessità di intervenire su un 10/15% del suo personale. In questo caso specifico (a differenza di Marzo e Settembre) l’azienda può gestire fino al 31 Marzo 2008 la ricerca di una soluzione concorsuale e di accompagnamento ad una diversa collocazione delle persone impattate dalla ristrutturazione.

Si ricordano le prossime scadenze di NOVEMBRE:


  • venerdì 16 Novembre è stato proclamato uno sciopero nazionale di 8 ore per il rinnovo del contratto.

  • lo sciopero aziendale di 4 ore in occasione della prima udienza (che si terrà il 30 Novembre) per le cause di reintegro intentate dai colleghi licenziati a Marzo. Ad oggi, tra Marzo e Settembre, sono ancora aperte 6 situazioni di contenzioso.


Appena possibile si comunicheranno eventuali iniziative specifiche legate alla suddetta riorganizzazione.

domenica, novembre 04, 2007

Epifani: meno fisco in busta paga

Intervista a Guglielmo Epifani,dal Corriere della Sera del 31 Ottobre 2007.

Epifani: meno fisco in busta paga
tagliare cento euro di tasse al mese

Il leader della Cgil: un piano di cinque anni per aumentare i salari netti «La copertura? Ridurre gli sprechi e prelievo sulle rendite finanziarie»


In sostanza Epifani ancòra la questione salariale alla questione fiscale, allineandosi così con tutti quelli che puntano ad una riduzione delle tasse come strumento principale per rimpolpare profitti e rendite.... ed ora anche i salari.
Sembra quasi che si pensi ad un pozzo fiscale senza fondo. Ma ridurre le tasse per sostenere profitti, rendite e salari è come giustificare di fatto la permanente riduzione dello stato sociale.
Non siamo riusciti neppure a recuperare il fiscal drag in tutti questi anni dall'abolizione della scala mobile ad oggi.....
Certo c'è una questione salariale ed è pesante, ma questa dipende anche e sopratutto da una linea sindacale concertativa che prima ha accettato l'abolizione delle indicizzazioni salariali e che ha per anni accettato il tasso di inflazione programmata come riferimento per le politiche retributive.
Quanto sono stati sostenuti profitti e rendite in questi anni da una debole rivendicazione salariale?
E quanto lo saranno ancora se oltre ad una debole ed inadeguata politica contrattuale rivolgiamo da ora le nostre attese salariali sulla riduzione fiscale?
Certo questo potrebbe aumentare un poco i nostri salari, ma col tempo, alleandosi a chi sostiene oggi una generalizzata riduzione della tassazione (anche quindi su profitti e rendite) si gettano le basi per la distruzione dello stato sociale.
Quello che non si capisce dalla intervista di Epifani al Corriere è come la politica salariale dovrà cambiare anche rispetto alle imprese. Ci si aspetterebbe (come per altro ha deciso l'ultimo congresso della CGIL) che saltasse il riferimento alla inflazione programmata, che si sarebbe finalmente ripreso a costruire le piattaforme rivendicative in maniera più efficace e meno subordinata. Ma su questo Epifani non dice nulla. L'unica cosa che lascia trasparire la sua intervista è l'enorme fiducia che viene espressa rispetto agli effetti benefici di una riduzione fiscale.
Se ci aspettava una proposta che puntasse sia sulla leva fiscale che sulla ripresa di una politica contrattuale più efficace (a metà mese il Commercio dovrebbe scioperare per un contratto che chiede la cifra di 78 euro, riparametrati al 4° livello per 14 mensilità!) .... beh siamo rimasti delusi. Per quanto riguarda il rapporto con le imprese si parla solo di un tavolo per rivedere il modello contrattuale, ma nell'intervista non si dice come, stando volutamente sul generico.

Così, in conseguenza della linea annunciata a mezzo stampa da Epifani i lavoratori avranno forse aumenti salariali grazie alla riduzione delle tasse (e quindi anche dello stato sociale, soldi nostri) e le aziende potranno continuare a risparmiare sui rinnovi contrattuali ed a sostenere un'altra riduzione delle tassazioni sui profitti e sulle rendite.
La beffa che si rischia è che i salari non aumentino di un bel nulla, ma semplicemente che ci venga monetizzato in busta paga quanto oggi lo Stato ci restituisce come servizio sociale (scuola, sanità ecc).... e che da domani ci dovremo pagare da soli.

In realtà quanto auspicato da Epifani sembra cosa già fatta. Damiano (ministro del lavoro) già lo da per certo e Confindustria plaude (tanto non paga); già si parla di tavoli da aprire a giorni.

Peccato che nessuno tra gli iscritti del sindacato ne ha potuto discutere. La CGIL è ferma all'ultimo congresso, quello dove si era detto che bisognava superare le subordinazioni che vincolavano la contrattazione, bisognava respingere l'aumento dell'età pensionabile ed una ulteriore riduzione delle pensioni, bisognava che tutti pagassero le tasse in modo da ridare slancio allo stato sociale, ecc. ecc.
La perplessità è il minimo davanti ad un segretario nazionale che comunica la linea della Cgil ed i suoi cambiamenti in corso d'opera quasi solo a mezzo stampa, e che magari si arrabia pure se qualcuno prova a dire di non essere d'accordo con le cose che fa e che dice e che solleva dubbi su questo aprire trattative e firmare accordi senza mandato alcuno.

domenica, ottobre 21, 2007

Presidio contro i licenziamenti in Computer Associates

Comunicato Stampa

Presidio contro i licenziamenti in Computer Associates

Dopo i licenziamenti individuali di marzo 2007 in Computer Associates, la direzione aziendale notifica ulteriori 8 licenziamenti a Roma e Milano. La scelta di CA di effettuare i licenziamenti individuali, sottraendosi al confronto sindacale, è contestata ancora una volta dai lavoratori che hanno organizzato nella giornata di ieri, 15 ottobre 2007, manifestazioni davanti alle sedi di Milano e Roma.
Qui il comunicato dell’assemblea e la foto del presidio di Milano.

Milano 16/10/2007
Nicola Cappelletti
Filcams-CGIL Milano

20 Ottobre - Manifestazione della sinistra su welfare e precariato


dal sito di Repubblica
Esultano gli organizzatori della manifestazione contro il welfare e il precariato
Un milione in piazza per i diritti

dal sito del Corriere della Sera
La sinistra in piazza. Giordano: «Il premier vada avanti».
Sfilano bandiere della Cgil e lady Bertinotti
Corteo sul welfare: «Prodi ci ascolti»




mercoledì, ottobre 10, 2007

ESITO CONSULTAZIONE ACCORDI DEL 23 LUGLIO 2007


Questi i risultati della consultazione sindacale sugli accordi del 23 Luglio 2007 in CA.


La RSA-FILCAMS ha deciso di rimettere il mandato all’assemblea degli iscritti FILCAMS ed al Funzionario di zona per permettere una verifica sia dei risultati che delle prospettive sindacali.

venerdì, ottobre 05, 2007

COMUNICATO ASSEMBLEA DEL 05 OTTOBRE 2007

L’assemblea dei lavoratori CA, preso atto degli ulteriori 8 licenziamenti individuali - che si aggiungono ai 10 licenziamenti di fine marzo 2007 ed alla procedura di mobilità con la quale, a fine 2006, sono stati espulsi dall’azienda altri 52 colleghi - :
ESPRIME
la propria solidarietà ai lavoratori licenziati in quanto oggetto di provvedimenti fondati su motivazioni inconsistenti ed illegittime
EVIDENZIA
che l’azienda persiste in procedure che ribadiamo essere inaccettabili per la dignità individuale dei lavoratori
AUSPICA
la veloce conclusione delle vertenze avviate per il reintegro sul proprio posto di lavoro dei colleghi licenziati a Marzo
CONFERMA
lo sciopero, già deliberato nella precedente assemblea del 23 Aprile scorso, da tenersi in concomitanza con la prima udienza delle cause di reintegro promosse a seguito dei licenziamenti di fine Marzo (e quindi per il giorno 30 Novembre)
CONVOCA
un presidio degli ingressi delle sedi di Milano e Roma da tenersi
LUNEDI’ 15 OTTOBRE, dalle ore 13.00 alle ore 14.00

LE RSA AZIENDALI

giovedì, ottobre 04, 2007

Succede in CA..... Un'altro contributo

Leggendo questo blog, si intuisce che un certo numero di persone legge i messaggi (vedi contavisite) ma che tutti (tranne coloro che sono usciti dall'azienda in modo piu' o meno volontario) si astengono dal commentare i fatti (vedere il silenzio totale rispetto al "FURTO" (pregherei di non censurare tale termine, in quanto descrive compiutamente il fatto) della IVC).
Se ne desume che a tutti stanno bene le "azioni" messe in essere dalla direzione aziendale (licenziamenti, mancato pagamento di indennita' varie, computo fazioso del Tfr, mancato/parziale pagamento delle commissioni,....).
Attenzione che la tecnica dello struzzo (fino a che vengono colpiti altri a me non interessa; purtroppo anche qualcuno dei recenti licenziati la pensava allo stesso modo) vi sta portando ad un punto critico.
Se la direzione riesce a completare il progetto (chiaramente visibile) di delegittimazione delle rappresentanze dei lavoratori, poi sono dolori per tutti. Vi state accorgendo del livello di arroganza che stanno esprimendo con questi atti ? Ogni azione e' volta a ribadire il concetto che CA opera in un paese fregandosene delle normative locali (il codice civile viene sistematicamente violato), tanto poi una forma per far sparire il fatto viene trovata (dalla mobilita' ai licenziamenti individuali; dal licenziamento individuale alla dimissione incentivata, ....).
A me piacerebbe che, visto il clima di "terrore" instaurato, vi fosse una piu' decisa e ferma presa di posizione della Filcams Cgil (visto che le altro organizzazioni sono svanite nel nulla) e venissero intraprese azioni legali a fronte della registrata violazione della legge.
Che si cominci a usare la posta elettronica aziendale per raggiungere tutti i lavoratori (visto che una recente sentenza la equipara ad una bacheca sindacale virtuale).
Si faccia una verifica sul metodo di computo del Tfr (dov'e' il computo di tutto cio' che ha carattere di continuita') e si intraprenda un'azione legale affinche' venga ricalcolato (e pagato) a tutti quelli che sono stati liquidati.
Si faccia una verifica su come viene gestito il flusso di denaro legato agli ordini/contratti acquisiti direttamente e tramite i distributori.
Si verifichi il meccanismo di pagamento delle royalties
E' chiaro che alcune di queste azioni potrebbero essere fatte direttamente dai lavoratori, pero' bisogna capacitarsi che tale fatto viene visto come una "dichiarazione di guerra" che comporta l'iscrizione nel famoso "libro nero" (nessuno e' in grado di procurarsene una copia ?) e di conseguenza perche' il sindacato non da dimostrazione del proprio ruolo (a tutela degli interesse dei rappresentati, cioe' dei lavoratori) attivando le proprie strutture (legali e amministrative) affinche' vengano intraprese le azioni legali opportune ?
In un mio scenario (o sogno) futuro (a breve), la direzione prima di attivare qualsiasi progetto di riorganizzazione deve necessariamente condividerlo con le rappresentanze dei lavoratori che devono valutarne l'impatto e operare di conseguenza.
Attenzione che questo processo (che io qui chiamo sogno), viene normalmente intrapreso nelle aziende in cui esiste rispetto dei reciproci ruoli (direzione e maestranze).

Partecipate all'assemblea di venerdi, guardate che e' importante dare un messaggio che dimostri che si e' interessati e preccupati rispetto a quanto sta succedendo da un anno e mezzo a questa parte !

Basta subire intimidazione da parte di soggetti dal profilo professionale e umano veramente infimo (anche qui gradirei una non censura in quanto non ho indicato nominativi anche se sono noti a tutti).
[scritto da Anonimo]

martedì, ottobre 02, 2007

8 nuovi licenziamenti individuali... illegittimi

Senza il benchè minimo sforzo di fantasia si continua nell'opera di ridimensionamento delle maestranze ... e si persiste nelle forzature illegittime.

Tutti sappiamo dei nuovi 8 licenziamenti individuali ed, alla luce di questo, è superfluo dire che la preventivata assemblea di

Venerdì 05 Ottobre
dalle ore 15,30 alle 17.00

oltre a trattare i temi dell'accordo sul welfare affronterà il problema della risposta da dare all'Azienda; ed il livello di partecipazione all'assemblea sarà il migliore indice per valutare il nostro "consenso" alle scelte del management.

Le RSA aziendali

venerdì, settembre 28, 2007

Presentazione accordo del 23 Luglio (pensioni e welfare)

Venerdì 05 Ottobre
dalle ore 15,30 alle 17.00


è convocata l’assemblea generale dei lavoratori CA (sala mensa a Milano, videoconferenza a Roma) con il seguente ordine del giorno:



  • Illustrazione accordo Governo – Parti Sociali del 23 Luglio

  • Organizzazione del voto sull’accordo
    (per la sede di MILANO lunedì 8 Ottobre?)

  • Varie

Sarà presente un funzionario sindacale di CGIL, CISL e UIL.
Tutti i lavoratori sono invitati a partecipare.


Le RSA aziendali

venerdì, settembre 14, 2007

Può una R.S.A. matura diventare una R.S.U. di successo?

"Innovare o perire".
Queste semplici parole, date in pasto per gioco a Google, hanno dato come secondo “best match” la pagina Alta Direzione srl - RINGIOVANIRE L'IMPRESA MATURA, e ci hanno stimolato una traduzione “sindacalese” dei suoi primi paragrafi; potrebbero essere riscritti così

RINGIOVANIRE L’R.S.A. MATURA
La percezione di sentirsi imprigionati da accordi asimmetrici in un confronto concertativo e diseguale con il mondo delle imprese, la difficoltà ad ottenere partecipazioni elevate alle iniziative sindacali, la scarsa contrattazione sindacale prodotta nella realtà lavorativa, sono caratteristiche tipiche delle R.S.A. cosiddette “mature”.

Ma la domanda è: “Può una R.S.A. matura diventare una R.S.U. di successo?”

Fuori di metafora; lavoriamo in una CA che negli ultimi due anni ha mostrato tutti i limiti e la parzialità del management nell’affrontare una crisi di mercato che è stata essenzialmente una crisi finanziaria piuttosto che una crisi “industriale”. Oggi la presenza di una R.S.A. ridotta ai minimi termini ci pone nella condizione di essere ad un punto di svolta: innovare o perire.

Le R.S.A. sono formate da lavoratori nominati direttamente dai Sindacati di zona e non hanno pertanto una legittimazione diretta di coloro che rappresentano.

Le R.S.U. sono elette direttamente dai lavoratori, tramite un processo rigoroso e trasparente, che migliora non solo il sentimento di appartenenza ed il livello di condivisione dei contenuti, ma necessariamente permette di rapportarsi alla direzione aziendale con un’autorevolezza ben superiore. Ma giustamente si tratta di un processo rigoroso che presuppone un alto livello di partecipazione dei lavoratori (deve votare almeno il 50% + 1 dei dipendenti), la presenza di liste di candidati (si potrebbero eleggere circa 6 rappresentanti a Milano e 4 a Roma), un Comitato Elettorale, uno dei Garanti ecc. ecc.

Non abbiamo soluzioni precostituite, ed ovviamente non è per nulla scontato che l’unica innovazione necessaria sia il passaggio dalle R.S.A. alle R.S.U.; quello che è certo è che l’immobilismo e la non partecipazione alla vita sindacale aziendale ci potrà solamente danneggiare.

La discussione è aperta: adesso tocca a voi.

mercoledì, settembre 05, 2007

Protocollo welfare sulla pelle dei giovani

Il 23 luglio del 2007 il governo ha definito un protocollo d’intesa, poi sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil, che peggiora ancora quello sulle pensioni dei giorni precedenti:

Pensioni
Si porta l’età pensionabile a 62 anni, con 35 di contributi o a 61 con 36, a partire dal 2013. Chi ha 40 anni di contributi continuerà a uscire con le “finestre” e anche chi ha la pensione di vecchiaia dovrà aspettare le “finestre”. Così la pensione di vecchiaia delle donne, sale oltre i 60 anni e quella degli uomini oltre i 65.
L’esenzione dei lavori usuranti si rivela una beffa: 5.000 lavoratori all’anno saranno inizialmente esentati dallo scalone, ma poi dovranno andare in pensione con almeno 58 anni d’età e 36 di contributi.
Si peggiora la riforma Dini sui coefficienti, che saranno tagliati a partire dal 2010 del 6-8%. Da allora ogni tre anni saranno rivisti automaticamente al ribasso, con una scala mobile al rovescio. La commissione tra le parti potrà solo, entro il 2008, decidere le esenzioni. Il limite del 60% per le pensioni più basse dei precari è solo un’ipotesi di studio.
A partire dal 2011, se non saranno fatti risparmi a sufficienza con la ristrutturazione degli enti previdenziali, aumenteranno i contributi sulla busta paga dei dipendenti e per i parasubordinati.

La PRECARIETA' sul sito di Biani
Mercato del lavoro e competitività
Vengono scandalosamente ridotti i contributi pensionistici per le ore di straordinario. Così si danneggia l’occupazione e anche il bilancio dell’Inps, mentre non ci sono i soldi per cancellare lo scalone.
Viene confermata la Legge 30 e in particolare il lavoro interinale a tempo indeterminato (staff leasing). I contratti a termine potranno durare anche oltre 36 mesi, senza alcun limite, con procedure conciliative fatte presso gli uffici del lavoro con l’assistenza dei sindacati.
Viene detassato il salario variabile aziendale sul quale le aziende pagheranno meno contributi previdenziali, anche se i lavoratori non si vedranno decurtata la loro contribuzione.

Pensioni basse e ammortizzatori sociali
Vengono aumentate le pensioni più basse e l’indennità di disoccupazione, utilizzando i soldi del “tesoretto”, cioè le tasse in più pagate in primo luogo dai lavoratori, che ammontano a oltre 10 miliardi di euro. Di questi solo un miliardo e mezzo tornano ai pensionati e ai disoccupati.

Conclusioni
Questo accordo dà qualche risultato immediato a una parte dei pensionati e dei disoccupati ... peggiorando il futuro per la gran parte del mondo del lavoro. Viene confermata la precarietà del lavoro, che non garantisce il futuro pensionistico dei giovani.


L’accordo deve cambiare perché insiste nelle politiche del passato ai danni dei giovani e dei lavoratori e, in alcuni casi, persino le peggiora.

giovedì, luglio 26, 2007

PERCHE’ RESPINGERE L’ACCORDO SULLE PENSIONI – 3 parte

LA RIFORMA A COSTO ZERO, AUMENTANO I CONTRIBUTI: il Governo calcola in 10 miliardi di euro dal 2008 al 2017, i costi della revisione dello scalone e del fondo per i lavori usuranti. Questi costi, ammesso che siano reali, sono integralmente pagati dai lavoratori con: l’aumento delle aliquote contributive per i parasubordinati e con la cosiddetta revisione degli enti previdenziali che è GARANTITA DALL’AUMENTO DI QUASI 1 PUNTO (0,09%) DEI CONTRIBUTI SULLA BUSTA PAGA. Questo aumento si aggiunge a quello precedente di 3 punti (0,3%), che non è servito minimamente a pagare il miglioramento delle pensioni ma invece ha fatto cassa per il bilancio dello Stato. I lavoratori parasubordinati continuano a vedersi aumentati i contributi senza avere reali contropartite né nella busta paga né nei diritti. La legge 30 continua a restare in vigore.


Con questo accordo passa il principio iniquo per cui se un lavoratore vuole conservare qualche diritto, un altro lo deve perdere, perche’ per il governo ogni intervento sulle pensioni e lo stato sociale DEVE ESSERE A COSTO ZERO, cioe’ pagato dalle lavoratrici e dai lavoratori.


Perchè respingere l'accordo, vedi anche
la prima parte
la seconda parte

PERCHE’ RESPINGERE L’ACCORDO SULLE PENSIONI – 2 parte

FINTA GARANZIA DI ESENZIONE PER I LAVORI USURANTI: il Governo stabilisce un elenco di lavori usuranti che allarga i precedenti decreti. Ma prima di tutto i soldi sono contingentati e devono garantire l’uscita dal lavoro di SOLO 5000 persone all’anno, per cui vi saranno le graduatorie tra gli aventi diritto. In secondo luogo gli aventi diritto avranno un’esenzione di 3 anni rispetto al progressivo aumento dell’età pensionabile per cui dal 1 gennaio 2011 dovranno avere almeno 57 anni di età e 36 di contributi e dal 2013 58 anni di età e 36 di contributi: anche a quei pochi lavoratori e lavoratrici cui verra’ riconosciuta l’esenzione dagli scalini in concreto viene alzata l’età pensionabile.

FINTO ANNULLAMENTO DEL TAGLIO DEI COEFFICIENTI DI CALCOLO DELLE PENSIONI FUTURE: viene istituita una commissione che entro il 31 dicembre 2008 dovrà proporre modifiche al regime pensionistico contributivo. Ma dal 1 gennaio 2010 scatta comunque la nuova tabella sui coefficienti che prevede un taglio del 6-8% delle pensioni. La commissione decide come distribuire tra i lavoratori questi tagli, ma non se farli. Dal 2013 scatta la revisione automatica dei coefficienti che avverrà ogni 3 anni (anziché ogni 10), con decreto del Governo: E’ UNA SCALA MOBILE AL ROVESCIO SULLE PENSIONI. Infine la promessa, e non l’impegno, di garantire il 60% della retribuzione per chi fa lavori precari e discontinui, significa in concreto garantire pensioni di 400 o 500 euro mensili ai precari. Poco più dell’attuale pensione sociale minima.

Perchè respingere l'accordo, vedi anche
la prima parte
la terza parte