lunedì, aprile 30, 2007


Primo Maggio 2007. L’Italia riparte dal lavoro

Si rinnova anche quest’anno il tradizionale appuntamento con il “Concerto del Primo Maggio”, promosso da CGIL, CISL e UIL per celebrare la Festa del Lavoro. “L’Italia riparte dal lavoro” è lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil per il Primo Maggio 2007. In mattinata, i sindacati svolgeranno una grande manifestazione a Torino, per la quale è prevista la diretta televisiva su Rai Tre dalle 10.45 alle 12.00.

La Festa del Lavoro affonda le sue radici nelle battaglie intraprese dal movimento operaio verso la fine del secolo scorso.
Il primo maggio del 1886, infatti, negli Stati Uniti, la "Federation Trade and Labor Unions" aveva proclamato i primi scioperi ad oltranza per chiedere di sancire contrattualmente l'orario lavorativo di otto ore. Le agitazioni riguardarono circa 400 mila lavoratori dei diversi stati dell'Unione e provocarono scontri con la polizia, come avvenne il 4 maggio a Chicago, dove al termine di una grande manifestazione con oltre 80 mila persone una vera e propria battaglia causò 11 morti ed un centinaio di feriti.
La decisione di organizzare una manifestazione a data fissa per ridurre legalmente la giornata di lavoro fu presa però solo tre anni più tardi, il 14 luglio 1889, approvando all'unanimità una mozione presentata dai delegati francese e statunitense al Congresso della Seconda Internazionale.
In Europa la prima celebrazione della Festa del Lavoro si ebbe quindi nel 1890, con esclusione dell'Italia dove l'allora presidente del Consiglio, Francesco Crispi, impartì ordini severi ai prefetti di reprimere sul nascere qualsiasi manifestazione di piazza.
Nel nostro paese la prima commemorazione della Festa del Lavoro si tenne l'anno successivo, il primo maggio del 1891, in un clima tutt'altro che tranquillo, tanto che a Roma, in scontri tra polizia e dimostranti, ci furono due morti e decine di feriti.
Dal 1891 fino all'avvento del fascismo il primo maggio coincise con le celebrazioni della Festa dei Lavoratori, ma dall'ambito sindacale dell'orario di lavoro le rivendicazioni si estesero al terreno dei diritti civili e a quello della politica internazionale del Paese.
Dopo l'ottobre del 1922 Mussolini decise di abolire le celebrazioni del primo maggio e stabilì la data del 21 aprile (Natale di Roma) per festeggiare "il lavoro italiano e non quello inteso in senso astratto e universale".
Durante il ventennio di regime fascista, tuttavia, in molte grandi città le commemorazioni proseguirono, sia pure in modo clandestino. Nel 1945, con la Liberazione, il primo maggio tornò a coincidere con la festa del lavoro.
Delle celebrazioni in epoca repubblicana resta memorabile per la sua tragicità quella del 1947 a Portella della Ginestra, nelle campagne del palermitano, dove durante una manifestazione di braccianti i banditi di Salvatore Giuliano spararono sulla folla uccidendo 11 persone.
Negli anni successivi le celebrazioni del primo maggio si intrecciano con le vicende interne alle confederazioni sindacali e agli svilupi della situazione politica, sociale ed economica dell'Italia.
Il primo maggio 1990, anno del centenario, CGIL, CISL e UIL organizzano una celebrazione a Milano, nell'area degli ex stabilimenti Ansaldo, alla quale partecipa, per la prima volta nella storia della Festa del Lavoro, il Presidente della Repubblica.

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Il 1° Maggio dei precari

Appello Mayday 007

Milano, Porta Ticinese - ore 15.00.

Ci rivolgiamo
Ai precari e alle precarie, ai lavoratori e alle lavoratrici. Ai nativi ed ai migranti, uomini e donne. Ai contorsionisti della flessibilità, alle equilibriste del quotidiano. Ai cocoprecarizzati, alle interinali, alle false partite IVA, ai precari a tempo indeterminato e ai garantiti chissà fino a quando. Agli studenti, ai ricercatori, alle ricercatrici ed alle precarie della formazione e dell'informazione. A tutti/e quelli/e che cercano reddito e salario, a tutti/e coloro che pretendono diritti.

Let's Mayday

Per la settima volta la Milano precaria grida Mayday !
L'urlo che sette anni fa ha squarciato il silenzio imbarazzato dei media, e di ogni istituzione, di destra come di sinistra, che avvolgeva la questione precaria, si è trasformato oggi in una potente evocazione, in un riferimento unico, in una tappa imprescindibile della politica nazionale.

Ogni Mayday costituisce storia a sé, lo si sa, ma nell'arco del tempo il protagonismo dei precari e delle precarie si è fatto sempre più evidente assumendo una centralità che si è emancipata dall'intermediazione di sindacati, partiti e centri sociali. Nell'anno che ha ribadito l'inaffidabilità dei partiti "radicali" e lo smarrimento del movimento, precari e precarie hanno trovato modi e tempi per auto-organizzarsi nella rappresentazione di piazza e nell'evoluzione del percorso che unisce una Mayday all'altra.

La Mayday 007 parla di conflitto

Da sempre siamo convinti che la precarietà costituisca un elemento di crisi non solo nella società, ma anche nei movimenti sociali, politici e sindacali che cercano di attraversarla e cambiarla. E la Mayday ha dimostrato proprio questo. Chi vuole agire contro la precarietà non può non fare i conti con i meccanismi che la generano. La precarizzazione è un fenomeno complesso, un mix micidiale di atomizzazione, ricatto e consenso.
Il crescente protagonismo dei precari è il frutto di un percorso che ha saputo, partendo dalla narrazione collettiva, generare un processo virtuoso che ha sostituito l'azione visibile, ma molte volte estemporanea, che ha preceduto molti primi maggio, in un'accumulazione continua di volontà, talenti e passioni che a loro volta hanno generato sempre maggiore partecipazione. La radicalità risiede nelle relazioni, si diceva due anni fa. La radicalità oggi, lo ribadiamo, sta nella capacità di tradurre le frustrazioni, l'isolamento e i ricatti che i precari vivono quotidianamente su un piano nuovo dove la delusione verso l'in/civiltà delle imprese si trasformi in complicità fra i precari e nel quale si sappia rinnovare il conflitto per fare fronte allo spiazzamento in cui la precarietà ci immerge.

La Mayday 007 parla di rivendicazioni

Pensiamo che la tutela del contratto a tempo indeterminato per chi vive una reale subordinazione siano ancora un riferimento importante per le rivendicazioni dei precari e delle precarie, ma siamo convinti che la struttura sociale, caratterizzata da questa forma di "stabilità", non possa più riprodursi oggi. La Mayday rivendica la generalizzazione dei diritti e invoca la continuità del reddito come elementi fondamentali per disarmare il ricatto permanente a cui precari e precarie sono sottoposti/e.
Ma è importante fare almeno una precisazione: il governo del centro-sinistra è debole e non vuole cogliere le implicazioni di una diffusione a macchia d'olio della condizione di precarietà. I tavoli sugli ammortizzatori, sulle pensioni e sui nuovi diritti propongono un'articolazione complessa di "soluzioni" che si dirigono verso orizzonti che ci spaventano. La scelta di ammortizzare la precarietà anziché pensare a un insieme di misure, diritti, e tutele tali da rafforzare la posizione dei precari mostra un intendimento preciso: si vogliono tutelare i processi di precarizzazione - e quindi di profitto - attraverso i quali le aziende si stanno arricchendo, ammorbidendone tuttalpiù gli effetti più nefasti. Si vuole curare il sintomo senza preoccuparsi del male, sperando che il malato se ne dimentichi. La continuità del reddito invocata dalle decine di migliaia di partecipanti alle Mayday Parade di questi anni, può tradursi in un'opportunità, anziché in una ennesima catena, se consente ai precari di scegliere, di rifiutare i lavori peggiori, e quindi, implicitamente, di confliggere per migliorare le proprie condizioni. Ogni altra proposta definisce una traslazione della precarietà, ma non certo una diminuzione della sua intensità. Poco importa se siamo precari nella vita per i ricatti del mercato del lavoro o se lo siamo per i ricatti combinati di quest'ultimo e di un welfare che ci inchioda al dovere del lavoro a qualunque costo.

Dal conflitto al reddito passando per i cinque assi della precarietà

Sappiamo bene anche che la precarietà parte dal lavoro per permeare nel sociale ovvero nell'insieme di gesti, relazioni e scelte che ognuno di noi compie giorno per giorno, per necessità, per volontà, per sensibilità o per costrizione. In questo senso i cinque assi della precarietà rappresentano perfettamente l'orizzonte a cui guardare. La casa, oramai diritto proibito non solo per i precari, gli affetti, la formazione, l'accesso ai saperi e ad una mobilità libera, gratuita e compatibile con il nostro ambiente vitale, rimangono campi di intervento e conflitto fondamentali, che nelle diverse declinazioni incontrano ed attraversano da sempre la Mayday. Così come le tematiche dell'antiproibizionismo e dell'autoderminazione sulle quali il governo, che subisce l'offensiva clericale, si è dimostrato senza il carattere necessario per mantenere le promesse fatte.
L'autoderminazione di sé, dei propri piaceri/desideri e la giusta pretesa di controllo sul proprio corpo sono istanze che non accettano inter/mediazione e vanno rivendicate attraverso la cospirazione dei soggetti.

La Mayday 007 parla di diritti, cittadinanza e nuove civiltà

Le campagne securitarie, i richiami all'ordine e alla legalità, la bossi-fini e i CPT costituiscono un perno fondamentale con cui si ricatta una parte importantissima del tessuto sociale: i migranti. Il vincolo tra lavoro e diritti di cittadinanza è una gravissima forma di barbarie e di ingiustizia che umilia ed esaspera le differenze, rendendo sempre più difficile la tanto millantata integrazione. I migranti oggi sono l'espressione più evidente di cosa significa precarietà di vita, e di come la fame di profitto delle imprese, bisognose di manodopera, non conosca limiti: il loro diritto al reddito, alla casa, alla salute, all'istruzione è, per legge, sotto il controllo delle imprese. E sempre attraverso la richiesta legalità, viene loro impedito di emanciparsi da questo giogo, come avviene in Lombardia per i proprietari del phone center, che dall'oggi al domani dovrebbero perdere la loro unica fonte di reddito e tornare alle ricerca di un contratto di lavoro.

La precarietà non si esprime in maniera omogenea, ma è l'esercizio premeditato di diverse strategie che colpiscono le molteplici parti del corpo sociale dividendole e compartimentandole. Il neoliberismo ha bisogno dello scontro di civiltà. L'unico scontro che ci interessa è quello che contrappone due intendimenti differenti sul modo per costruire una società differente: la strada dei diritti o la via della legalità. Ognuno scelga ora senza ambiguità, la propria priorità; quale dei due termini costituisce la leva principale attraverso la quale muovere il proprio impegno e determinare le proprie visioni. Per noi resta chiaro che la legalità è sempre iniqua e che la conquista dei diritti sociali passa attraverso l'esercizio del conflitto. A Milano dove il disagio, la rabbia, l'esclusione crescono di giorno in giorno assumendo via via forme sempre più incontrollabili, l'amministrazione contrappone la pretesa che tutto ciò non sporchi o non occupi i marciapiedi del consumo o le strade dello shopping. Questa spudorata equiparazione ci è lontana nella maniera più assoluta. E' necessario affermare i diritti di cittadinanza, abolire i CPT, cancellare la Bossi-Fini e tutte le leggi discriminatorie.

La Mayday 007 parla d'Europa

Anche quest'anno la Mayday attraversa le città europee perché l'Europa è lo spazio pubblico da costruire come ambito sociale e conflittuale per superare la condizione precaria. L'Europa che ci immaginiamo è molto diversa da quella monetaria che l'ipocrisia del nuovo millennio ha partorito. All'interno di essa vogliamo proporre una nuova politica di welfare, che fissi criteri sociali uniformi per nativi e migranti, riduzione delle tipologie contrattuali atipiche, fissazione di un salario minimo orario che prescinda dalla condizione lavorativa e garanzia di continuità di reddito per tutti e tutte.
L'EuroMayDay è oggi uno dei processi costituenti della nuova idea di Europa, radicale, libera sociale e sostenibile.

Mayday Mayday
1° maggio 007
Milano, Porta Ticinese - ore 15.00

Milano, 28 aprile 2007

da www.euromayday.org


martedì, aprile 24, 2007

COMUNICATO FINALE ASSEMBLEA DEL 23 APRILE 2007

L’assemblea generale dei lavoratori di CA prende atto della dichiarata volontà della Direzione Aziendale di addivenire ad accordi extra-giudiziari con i 10 colleghi licenziati in tronco a fine marzo 2007 e della contestuale chiusura nel valutare soluzioni riorganizzative che siano alternative alla strada intrapresa.

Questa presa d’atto non implica nessuna condivisione del percorso intrapreso unilateralmente dall’Azienda che anzi è fermamente condannato sia per le modalità con cui è stato attuato che per il merito delle figure che sono state individuate.

L’assemblea, nel ribadire il proprio sostegno ai lavoratori licenziati (che continuiamo a ritenere anche dal punto di vista tecnico una sostanziale violazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, oltre che dal punto di vista delle relazioni inter-aziendali una svalutazione inaccettabile della dignità individuale e del valore intrinseco in ogni mansione aziendale)

AUSPICA

Che la vertenza avviata determini il reintegro al proprio posto di lavoro dei colleghi licenziati

CONFERMA

lo stato di agitazione a tempo indeterminato con la sospensione di tutte le prestazioni straordinarie

PROCLAMA

Uno sciopero da tenersi nella data in cui si svolgerà la prima udienza per il reintegro con eventuali iniziative pubbliche.

LE RSA AZIENDALI

Approvata con 23 voti favorevoli, 6 astenuti e 2 contrari.

Dopo il termine dell'assemblea, alcuni colleghi hanno proposto alla RSA di valutare la possibilità di una raccolta fondi per pagare delle inserzioni pubblicitarie che denuncino i licenziamenti individuali, anche per andare oltre la tipica forma di protesta dello sciopero e rilanciare su basi nuove il confronto con l'Azienda.

venerdì, aprile 20, 2007

Operativo il numero verde di Fondo EST

Per chiedere informazioni si può chiamare il

numero verde 800.0166.48
Dal 1 Aprile 2007, attraverso il numero verde, sarà possibile svolgere tutte le attività di informazione tecnico-medica ed anche prenotare prestazioni sanitarie presso le strutture convenzionate (vedi Piano Sanitario).

Il Fondo EST è il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i dipendenti delle aziende del commercio, del Turismo e dei Servizi nato per seguire il dettato del CCNL del Terziario e del Turismo sottoscritti dalle Associazioni delle Aziende CONFCOMMERCIO, FIPE e FIAVET e dai Sindacati dei Lavoratori FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL.Si ricorda che l'iscrizione al fondo EST è obbligatoria per tutti i lavoratori a tempo indeterminato del Terziario e che i costi sono integralmente a carico dei datori di lavoro.

Nel sito del fondo sono dettagliate le coperture e le modalità di rimborso.
Approfondimenti:

Cliccare qui per il Fondo Est

Cliccare qui per il Blog dei Delegati Filcams

Cliccare qui per la Filcams-CGIL Lombardia

mercoledì, aprile 18, 2007

SICUREZZA

Biani - Scendo in campus
Apicella - Liberazione del 14 Aprile 2007
Biani - La paura

Assemblea Nazionale Rete 28 Aprile

Milano, 21 Aprile 2007 - Camera del Lavoro

venerdì, aprile 13, 2007

AVVISO – SPOSTATA A LUNEDÌ 23 L’ASSEMBLEA GENERALE

Si informano i colleghi che è stato concordato un incontro tra il responsabile HR, la RSA ed il funzionario di zona della FILCAMS per il pomeriggio di mercoledì 18 Aprile.
Pertanto l' assemblea generale viene posticipata a

LUNEDÌ 23 APRILE 2007
alle ore 16.00
presso il locale mensa
Per Roma sarà chiesta la videoconferenza

Computer Associates

Licenziamenti individuali

Spettabile direttore, succede che non è più sufficiente la messa in mobilità o licenziamento collettivo secondo la 223. Succede che una multinazionale del software (la Computer Associates, con sedi a Milano Basiglio e Roma) possa licenziare in tronco, senza alcun minimo preavviso e in modo discriminante alcuni dipendenti avvalendosi della legge n.604/1966 per giustificato motivo oggettivo nell’ottica della riduzione dei costi. Parliamo di licenziamenti individuali, “pratica” normalmente svolta nelle aziende con meno di 15 dipendenti. Che altro aggiungere se non interrogarsi su quali siano, oggi, le reali garanzie di ogni lavoratore sul proprio posto di lavoro? E lo Statuto dei lavoratori ha ancora un senso o, come è successo alla Enron, basta essere “antipatici” al datore di lavoro o avere la disgrazia, aggiungo, di essere dei cinquantenni, magari anche con moglie e figli a carico per essere “cacciati” da un’azienda per un mero conteggio di costi a scapito dei vari criteri di anzianità anagrafica, servizio aziendale, eccetera eccetera?Non è possibile che il libero arbitrio di pochi possa danneggiare il futuro di chi ha lavorato onestamente per tutta una vita.
Marco Saya uno dei licenziati
e delegato Filcams-Cgil, via e-mail

martedì, aprile 10, 2007

da Il Giorno di domenica 1 Aprile 2007
Dieci licenziati in tronco
L'azienda di Basiglio è in crisi da un'anno



venerdì, aprile 06, 2007

SCELTE SBAGLIATE E CONFRONTI NEGATI:
MANIFESTAZIONE DI CGIL CISL UIL CONTRO LA GIUNTA REGIONALE GIOVEDÌ 12 APRILE 2007

concentramento alle ore 9,30 in Piazzale Lagosta e corteo fino a Piazzale Duca D’Aosta

Cgil Cisl e Uil della Lombardia organizzano per giovedì 12 aprile una manifestazione per protestare contro le scelte della Giunta Formigoni, in particolare nel campo delle politiche sanitarie, sociali e del lavoro.
La Regione, senza alcun confronto con le forze sociali, nell’agosto scorso ha aumentato i ticket sanitari sulle visite specialistiche da 16 a 23 euro per la prima, e da 12 a 19 per le successive. A quelli regionali - che erano già più alti di quelli che si pagano nel resto d’Italia - si è aggiunto poi il ticket nazionale di 10 euro.Inoltre, nei giorni scorsi ha aggravato ulteriormente la situazione a carico dei cittadini prevedendo il pagamento dei ticket sulle prestazioni ambulatoriali in area generale e geriatrica anche negli Istituti di riabilitazione prima esclusi.
E’ evidente, anche da queste scelte, la volontà della Giunta regionale di trasferire quote sempre maggiori di spesa sanitaria sulle spalle dei cittadini, per sostenere un sistema sanitario sempre più costoso.
Continuando poi a sottrarsi all’obbligo di legge di coprire le spese sanitarie sostenute per l’assistenza agli anziani ricoverati all’interno delle Rsa, la Regione determina l’aumento delle rette, scaricando sugli anziani e sulle loro famiglie oneri insostenibili.
Inoltre la proposta di riorganizzazione della rete dei servizi sociali fatta dalla Giunta Formigoni vanifica norme nazionali della Legge 328/2000, non riconosce i principi di universalità dei diritti dei cittadini lombardi in campo sociale, rende più faticoso l’accesso ai servizi per le persone più fragili e punta sostanzialmente a regolamentare un sistema di offerta, in un’ottica di mercato semi protetto.Nei mesi scorsi Cgil Cisl Uil hanno presentato a Formigoni una piattaforma, con richieste precise per politiche sociali e del lavoro più eque su tre temi cruciali: non autosufficienza, casa e tutela dei lavoratori atipici.
In particolare si è sollecitata la Giunta a scelte precise per la costituzione del Fondo per la non autosufficienza, per il sostegno alle famiglie nella cura di disabili ed anziani; finora non abbiamo registrato alcuna disponibilità a confrontarsi sulle modalità attuative, neppure dopo la scelta della Finanziaria 2007 di stanziare risorse a tal fine.
E’ urgente l’assunzione da parte della Regione di impegni precisi per lo stanziamento di risorse per nuove case popolari e politiche di sostegno al costo degli affitti per migranti, studenti e nuove generazioni.L’altra richiesta riguarda l’attivazione di politiche di tutela contro la precarietà e l’incertezza, per quei giovani che entrano nel mercato del lavoro dalla strettoia dei contratti atipici.
Su questi temi chiediamo a Formigoni e alla sua Giunta risposte adeguate e l’apertura immediata di un confronto con le Organizzazioni Sindacali.

Sesto San Giovanni 5 aprile 2007

giovedì, aprile 05, 2007

COMUNICATO FINALE ASSEMBLEA DEL 4 APRILE 2007

L’assemblea generale dei lavoratori di CA nel ribadire la denuncia di assenza di relazioni sindacali tra Azienda e le rappresentanze dei lavoratori, considerato che
  • la CA si conferma essere un’azienda solida ed altamente profittevole
  • la CA dice di voler svolgere la propria azione nel mercato con uno spirito etico
ESPRIME
una ferma condanna per il licenziamento in tronco di 2 dirigenti e di 8 lavoratori; rappresenta loro la più sincera solidarietà e, guardando ai contenuti degli atti ed alle modalità con cui sono stati adottati, li ritiene vittime di una palese violazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori se solo si considera che a fronte di identici ruoli e professionalità, alcuni lavoratori sono stati licenziati ed altri confermati nelle loro mansioni, facendoli oggetto di quella che può essere considerata una vera e propria discriminazione oggettiva.

DENUNCIA
Che l’adozione di questa nuova “modalità” di gestione dei problemi organizzativi aziendali apre la porta alla inevitabile ripetizione, nel breve periodo, di ulteriori licenziamenti discriminatori ed illegittimi nei reparti oggetto di ristrutturazione (la forza vendite in primo luogo; ma tutti i reparti aziendali sono potenzialmente nelle stesse condizioni).

Ciò premesso l’assemblea, nel ribadire la priorità di garantire il mantenimento dei posti di lavoro e di salvaguardare il valore e la dignità che è insita in ogni mansione aziendale, consapevole che l’azienda è fermamente decisa a ristrutturare il suo modello organizzativo per fare fronte alle esigenze che il mercato dell’IT quotidianamente ci propone

  • conferma lo stato di agitazione a tempo indeterminato con la sospensione di tutte le prestazioni straordinarie
  • chiede alla Direzione il ritiro dei licenziamenti con il contestuale reintegro dei colleghi oggetto di discriminazione, da attuarsi entro il 18 Aprile 2007, quale condizione per iniziare ad attivare quel confronto tra azienda e lavoratori che fino ad oggi è mancato e che permette di affrontare in modo condiviso le difficoltà dell’azienda stessa
  • si riconvoca per una nuova assemblea generale, da tenersi in data 18 Aprile 2007, per valutare le evoluzioni della situazione ed adottare le ulteriori azioni di lotta nel caso in cui non sia stata registrata una evoluzione positiva

LE RSA AZIENDALI

Approvato all’unanimità con un voto di astensione.

martedì, aprile 03, 2007

Senza parole

Alcuni buoni motivi per lavorare in CA
Computer Associates licenzia
CA makes cuts in European offices in restructuring

Chi vuole prendere la parola può invece utilizzare il nuovo sito dedicato alla discussione delle vicende aziendali.

sabato, marzo 31, 2007

Mercoledì 4 Aprile assemblea generale

Mercoledì 04 Aprile, dalle ore 15,30 alle 17.30, è convocata l’assemblea generale dei lavoratori CA (sala mensa a Milano, videoconferenza a Roma) con il seguente ordine del giorno:
  • Verifica situazione sui licenziamenti individuali
  • Definizione azioni da intraprendere
Sono stati invitati i funzionari sindacali di CGIL, CISL e UIL.
Tutti i lavoratori sono invitati a partecipare.

Le RSA aziendali






Comunicato Stampa




Licenziamenti individuali in Computer Associates: oggi sciopero nazionale

Senza alcun preavviso nel pomeriggio del 28 marzo 2007 la direzione di Computer Associates(280 dipendenti, settore del software per la gestione delle risorse informatiche per le imprese, con sedi a Milano Basiglio e Roma) ha notificato a 10 lavoratori, fra cui un delegato sindacale Filcams-CGIL,il licenziamento individuale “in tronco”.
Immediata la protesta dei lavoratori e del sindacato che hanno proclamato per oggi uno sciopero nazionale del gruppo con manifestazioni davanti alle sedi di Roma e Milano,oltre al blocco degli straordinari.
Nei prossimi giorni si svilupperanno ulteriori iniziative sindacali.
I licenziamenti sono stati formalmente contestati ed impugnati.
L’assemblea dei lavoratori è convocata per il 4 aprile.

Nicola Cappelletti
Filcams-CGIL di Milano
30 Marzo 2007

giovedì, marzo 29, 2007

VENERDÌ 30 MARZO sciopero generale DALLE 09.00 ALLE 11.00

Sono cambiati i vertici nazionali di CA e CA Holding … e sono peggiorante le relazioni sindacali tra Azienda e lavoratori.

Senza il preventivo coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e dei singoli lavoratori interessati ai provvedimenti, con l’oggettivo atteggiamento di chi costantemente è abituato a calpestare la dignità dei lavoratori, sono state inviate 10 lettere di licenziamento individuale (6 a Milano e 4 a Roma) “per giustificato motivo oggettivo”.

Il numero di provvedimenti adottati dall’azienda, le giustificazioni presenti nelle stesse, ci danno validi argomenti per procedere alle cause legali, cause che il sindacato è impegnato a sostenere e coordinare legalmente. Si proclama lo stato di agitazione a tempo indeterminato con:

  • VENERDÌ 30 MARZO UN PRIMO SCIOPERO DI DUE ORE, DALLE 09.00 ALLE 11.00 (concentramento agli ingressi di Milano e Roma per discutere della situazione e decidere sulle prossime iniziative di lotta)
  • SOSPENSIONE DI TUTTE LE PRESTAZIONI STRAORDINARIE

Le RSA aziendali

mercoledì, gennaio 24, 2007

Assemblea sindacale a Roma

Giovedì 01 Febbraio, dalle ore 14,30 alle ore 16.30 presso la sala Conference al primo piano di Roma, è convocata l’assemblea dei lavoratori di Roma con il seguente ordine del giorno:

  • Nuova normativa del TFR e Fondi Pensione
  • varie

Sarà presente un rappresentante sindacale della CGIL.
Tutti i lavoratori sono invitati a partecipare.

domenica, gennaio 21, 2007

SEMINARIO NAZIONALE PER LA DIFESA DELLA PENSIONE PUBBLICA E DEL TFR

Il sistema previdenziale italiano deve rispondere a quanto stabilito dall'articolo 38 della Costituzione Repubblicana che garantisce ai lavoratori mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia e disoccupazione involontaria.

Questo non può essere assicurato attraverso le forme incerte, aleatorie e rischiose del sistema di finanziamento a capitalizzazione proprio della cosiddetta previdenza complementare privata.

Garantire il soddisfacimento dei bisogni dei pensionati del futuro è cosa che riguarda il lavoro e niente affatto le disponibilità di denaro.

Ridurre la spesa previdenziale non è una necessità oggettiva, ma è un diktat imposto dalle politiche economiche neoliberiste, che in questi anni hanno trasferito gran parte del reddito dal lavoro alla speculazione finanziaria.

Firenze, sabato 3 febbraio 2007
dalle 10.00 alle 18.00


presso il Saloncino del Dopolavoro Ferroviario Via Alamanni 4
(Per chi arriva in treno: uscita lato binario 1 e poi a destra lungo la ferrovia. Ingresso dal bar del dopolavoro)
C'è anche la mensa in cui si può mangiare a prezzi buoni.

Intervengono:

  • Giovanni Mazzetti, professore di economia politica (Università della Calabria)
  • Severo Lutrario, ATTAC Italia
  • Giorgio Cremaschi, Segreteria nazionale FIOM


COMITATO NAZIONALE PER LA DIFESA DELLA PENSIONE PUBBLICA E DEL TFR

sabato, gennaio 20, 2007

Mobilitazione contro l’aumento dei ticket sanitari


COMUNICATO STAMPA
Continua la mobilitazione contro l’aumento dei ticket sanitari
La Regione Lombardia insiste a farci pagare i ticket più alti d’Italia

Ieri a Roma in un incontro tra il Ministero della Salute e tutte le Regioni italiane il Ministro della salute On. Livia Turco ha chiarito che il ticket di 10 Euro sulle ricette della specialistica e della diagnostica, introdotto dalla legge Finanzia 2007, potrà non essere applicato da quelle Regioni che hanno i conti in ordine. La non obbligatorietà del ticket sarà inserita in un decreto ministeriale che chiarirà definitivamente la questione.

Non si capiscono le polemiche dell’Assessore alla sanità della Lombardia Diott. Alessandro Cé che si leggono oggi sulla stampa.
Dato che la Giunta Formigoni aveva dichiarato di essere stata costretta dal Governo a introdurre il ticket di 10 Euro, ora ha l’occasione di toglierlo alleggerendo, almeno in parte, i cittadini lombardi che pagano i ticket più alti d’Italia. Infatti i cittadini continueranno a pagare i ticket sanitari introdotti dalla Regione nel 2002 su : farmaci, specialistica, diagnostica, pronto soccorso più l’aumento di 7 Euro introdotto, sempre dalla Regione a partire dal 1 gennaio 2007.

Inoltre proprio la Regione che chiede in continuazione l’applicazione di un Federlismo più spinto, oggi che il Governo la lascia libera di decidere come meglio crede, non trova nulla di meglio che polemizzare in modo incomprensibile, invece di decidere e agire a favore dei suoi residenti. Intanto continua la protesta e la mobilitazione organizzata dal sindacato Cgil Cisl Uil di Milano contro il caro ticket.

Ecco il calendario di iniziative unitarie per la prossima settimana

Presidi con volantinaggio e raccolta di firme sulla “petizione popolare”
Mattino dalle 9.30 alle 13

Lunedì 22 gennaio Poliambulatorio Pubblico di Via Andrea Doria Milano
Martedi 23 gennaio Ospedale di Sesto San Giovanni - Via Matteotti - Sesto San Giovanni
Mercoledì 24 gennaio Ospedale di Cernusco Sul Naviglio
Venerdì 25 gennaio Ospedale San Raffaele di Segrate (Milano)
Sabato 26 gennaio Ospedale Fatebenefratelli C.so di Porta Nuova Milano

Invitiamo i cittadini a fermarsi ai banchetti e a firmare la nostra petizione per fare pressione nei confronti della Regione Lombardia affinchè riduca i ticket sanitari.

Per la Segreteria
Camera del Lavoro Metropolitana di Milano
Fulvia Colombini
Milano, 18 gennaio 2007

martedì, gennaio 02, 2007

ADESIONE PREVIDENZA COMPLEMENTARE: SILENZIO – ASSENSO

Dal 1° gennaio 2007 ed entro il 30 giugno 2007 (ovvero entro 6 mesi dalla data di assunzione se successiva al 1° gennaio 2007) tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori dipendenti del settore privato saranno chiamati a decidere se aderire o no allaprevidenza complementare.

Lavoraratrici/lavoratori di prima occupazione(1) successiva alla data del 28 Aprile 1993

Lavoraratrici/lavoratori già occupati alla data del 28 Aprile 1993 e ISCRITTI ad una forma di previdenza complementare

Lavoraratrici/lavoratori già occupati alla data del 28 Aprile 1993 e NON ISCRITTI ad una forma di previdenza complementare

* In caso di ripensamento si può aderire successivamente alla previdenza complementare
** L’accordo deve prevedere il trasferimento del TFR ad una forma pensionistica ad adesione collettiva

CONTRIBUZIONE
Se si aderisce esplicitamente (modalità esplicita) ad una forma pensionistica prevista dagli accordi o contratti collettivi, versando un contributo a proprio carico si ha diritto ad un contributo a carico del datore di lavoro.
ATTENZIONE: se si sceglie, invece, una forma pensionistica diversa da quella prevista dagli accordi o contratti collettivi non si ha diritto al contributo del datore di lavoro.

NOTE
(1) Che cosa si intende con lavoratrice/lavoratore di prima occupazione successiva alla data del 28 aprile 1993?
Ci si riferisce alla lavoratrice e al lavoratore che nel periodo precedente al 28 aprile 1993 non ha contributi versati (almeno una settimana) nella previdenza pubblica obbligatoria (ad esempio l’Inps). Lavoratrice e lavoratore che non ha ancora aderito ad un fondo pensione negoziale. Chi ha già aderito ad un fondo pensione negoziale non deve decidere poiché versa già l’intero TFR.
(2) Che cosa è il Trattamento di Fine Rapporto (liquidazione) maturando?
È il TFR che la lavoratrice e il lavoratore accumuleranno dal momento in cui si sceglie (futuro).
Che cosa è il Trattamento di Fine Rapporto (liquidazione) maturato?
È il TFR che la lavoratrice e il lavoratore hanno già accumulato presso il datore di lavoro fino alla data in cui si effettua la scelta (pregresso) e che rimarrà a loro disposizione in azienda.
(3) Che cosa è il fondo residuale Inps?
È un fondo gestito come le forme pensionistiche complementari (a capitalizzazione). È definito residuale poiché il TFR maturando confluisce in tale Fondo solo nel caso in cui la lavoratrice e il lavoratore non abbiano espresso alcuna volontà (modalità tacita) e in mancanza di una forma pensionistica ad adesione collettiva.
(4) Che cosa è il Fondo della Tesoreria dello Stato gestito dall’INPS?
È un fondo istituito a partire dal 1° gennaio 2007. Il TFR maturando non destinato alla previdenza complementare - delle lavoratrici e dei lavoratori alle dipendenze
di datori di lavoro con almeno 50 addetti - confluisce in tale Fondo la cui finalità è quella di reperire risorse per finanziare investimenti di pubblica utilità.
Che cosa cambia rispetto alla titolarità del TFR maturando per la lavoratrice e il lavoratore nel caso in cui confluisca nel Fondo della Tesoreria dello Stato gestito dall’INPS?
Non cambia nulla. Rivalutazione, anticipazioni e liquidazione al termine del rapporto di lavoro continueranno ad essere erogati secondo le attuali disposizioni normative e contrattuali.

venerdì, dicembre 29, 2006

Riforma della previdenza complementare

Abbiamo già avuto modo di rilevare che “un eccesso di zelo” nel gestire le problematiche relative alla Legge Finanziaria 2007 in merito alla tassazione delle auto aziendali si è recentemente trasformato in una beffa a solo ed esclusivo danno dei lavoratori CA.

Assistiamo ora ad una nota informativa della Direzione HR relativa alla riforma della previdenza complementare emessa ad una settimana dall’approvazione definitiva della suddetta Legge Finanziaria. Ci complimentiamo per l’efficienza e la sollecitudine della Direzione HR … ma permetteteci di incrociare le dita sugli effetti concreti di un tale zelo (pur condivisibile in senso lato) nel voler comunicare tempestivamente le novità normative.

Bisogna riflettere sul fatto che la fretta di emettere il comunicato ha già generato

  • un errore materiale
  • un’ informazione per i dipendenti di CA S.P.A. che allo stato attuale sembra distorta e crea aspettative che potrebbero non essere veritiere
  • un’affermazione apparentemente incompleta, anche questa da approfondire con la dovuta attenzione
  • l’assenza di altre informazioni che possono dare un quadro di riferimento più completo a chi si accinge a fare la sua scelta

A cosa ci riferiamo?

UN ERRORE MATERIALE


(NON SUPERIORE deve essere letto invece come NON INFERIORE)


UN’ INFORMAZIONE PER I DIPENDENTI DI CA S.P.A. CHE ALLO STATO ATTUALE SEMBRA DISTORTA

Ci risulta infatti che la Finanziaria, in merito al «Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile» (questo è il nome del fondo INPS istituito con il comma 755), al comma 756 recita:
“La liquidazione del trattamento di fine rapporto e delle relative anticipazioni al lavoratore viene effettuata, sulla base di un’unica domanda, presentata dal lavoratore al proprio datore di lavoro, secondo le modalità stabilite con il decreto di cui al comma 757 …” e successivamente, al comma 757 dice “Le modalità di attuazione delle disposizioni dei commi 755 e 756 sono stabilite con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge.


UN’AFFERMAZIONE APPARENTEMENTE INCOMPLETA, ANCHE QUESTA DA APPROFONDIRE CON LA DOVUTA ATTENZIONE

E’ chiaro a tutti quando è possibile ottenere la restituzione? La restituzione è integrale o parziale? Quali sono le aliquote fiscali? Come si colloca la suddetta affermazione con la previsione di legge secondo cui (art. 11, comma 7, lettera d, secondo paragrafo della legge 252/2000): “Le somme percepite a titolo di anticipazione non possono mai eccedere, complessivamente, il 75 per cento del totale dei versamenti, comprese le quote del TFR, maggiorati delle plusvalenze tempo per tempo realizzate, effettuati alle forme pensionistiche complementari a decorrere dal primo momento di iscrizione alle predette forme.“? Quando posso avanzare una richiesta di liquidazione o riscatto?


L’ASSENZA DI ALTRE INFORMAZIONI CHE POSSONO DARE UN QUADRO DI RIFERIMENTO PIÙ COMPLETO A CHI SI ACCINGE A FARE LA SUA SCELTA
Sappiamo che la Finanziaria, al comma 758, tra l’altro dice: “Entro il 30 settembre di ogni anno, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, presenta al Parlamento una relazione contenente i dati relativi alla costituzione e ai rendimenti delle forme pensionistiche complementari …
Nella prima relazione il Ministro riferisce altresì sulle condizioni tecnico-finanziarie necessarie per la costituzione di una eventuale apposita gestione INPS, alimentata con il TFR, dei trattamenti aggiuntivi a quelli della pensione obbligatoria definendo un apposito Fondo di riserva.”?
Quali sono le possibili implicazioni di questa previsione?
Sappiamo che a proposito del “silenzio assenso” la legge 252/2000, art. 8, comma 7, lettera b dice: “1) il datore di lavoro trasferisce il TFR maturando dei dipendenti alla forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o contratti collettivi, anche territoriali, salvo sia intervenuto un diverso accordo aziendale che preveda la destinazione del TFR a una forma collettiva tra quelle previste all'articolo 1, comma 2, lettera e), n. 2), della legge 23 agosto 2004, n. 243; tale accordo deve essere notificato dal datore di lavoro al lavoratore, in modo diretto e personale; 2) in caso di presenza di più forme pensionistiche di cui al n. 1), il TFR maturando e' trasferito, salvo diverso accordo aziendale, a quella alla quale abbia aderito il maggior numero di lavoratori dell'azienda; 3) qualora non siano applicabili le disposizioni di cui ai numeri 1) e 2), il datore di lavoro trasferisce il TFR maturando alla forma pensionistica complementare istituita presso l'INPS”?
Questo non vuole dire che i dipendenti CA potrebbero contrattare con l’Azienda che, nel caso di silenzio assenso, anziché trasferire il TFR al fondo previsto dal CCNL lo si trasferisca al fondo XYZ? E’ una notizia che ci interessa? E’ buona o cosa oppure no?

Quante e quali altre informazioni ci mancano?

Per farla breve ribadiamo che ogni lavoratore deve poter valutare coscientemente tutte le possibili alternative prima di poter fare la sua scelta personale. L’unica indicazione precisa che ci sentiamo di dare è quella di utilizzare proficuamente il tempo che ci è concesso per decidere, senza farci cogliere da un’ingiustificata fretta.